Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Legge elettorale, nessuna accelerazione dopo le Europee

legge elettorale 27 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - Nessuna accelerazione al Senato sulla legge elettorale: "prima si deve modificare la Costituzione, poi si fa la legge elettorale conseguente". Risponde così a Public Policy il relatore alle riforme e vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli (Lega Nord), in merito all'iter dell'Italicum, fermo a Palazzo Madama da quasi due mesi.

Quindi la vittoria del Pd (e di Matteo Renzi) alle elezioni europee del 25 maggio "non inciderà - spiega un senatore renziano - sulla legge elettorale. L'obiettivo di Renzi non è tornare subito alle elezioni". Certo è, che almeno in un primo momento, questa ipotesi - spiega un senatore della minoranza Pd - "poteva tenersi in piedi". Renzi - continua - "forte del suo 41% non avrebbe problemi a tornare ad ottobre alle elezioni, potrebbe approvare l'Italicum al Senato anche senza Forza Italia e quindi ottenere probabilmente la maggioranza alla Camera, senza passare al ballottaggio".

Ipotesi però, come detto, che al momento tra i parlamentari che appoggiano il premier non trova riscontro. Per alcuni la "rapidità" delle due riforme (elettorale e costituzionale) prescindono dal risultato elettorale di domenica: "Renzi - dice una senatrice democratica - lo ha promesso e lo ha ribadito più volte, le riforme e la legge elettorale si faranno presto". E anche alcuni esponenti della minoranza Pd concordano sul far presto, "l'importante - dice un senatore - è che la ministra Maria Elena Boschi non si impunti, quindi dipende dal governo". (Public Policy)

SOR

© Riproduzione riservata