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Legge elettorale,
che succede alla Camera

Berlusconi Renzi 04 marzo 2014

ROMA (Public Policy) -

19.38 - La presidente della Camera Laura Boldrini ha accolto la richiesta arrivata dai gruppi di rinviare a domani mattina alle 10,30 dell'esame in Aula della legge elettorale, per permettere al Comitato dei nove della commissione Affari costituzionali di esaminare gli emendamenti.

19.33 - L'Assemblea della Camera ha bocciato la richiesta di rinvio in Aula del testo della legge elettorale, chiesto da Lega, M5s, Sel e appoggiato da Per l'Italia. Il gruppo della Lega, dopo la richiesta di far slittare a domani l'esame in Aula (per dare più tempo al Comitato dei nove della commissione Affari costituzionali di esaminare gli emendamenti), ha chiesto alla presidente Laura Boldrini di mettere ai voti il rinvio in commissione del testo. A prendere la parola il deputato Pd Ettore Rosato: "Riaprire questa discussione (sul rinvio del testo dell'Italicum in I commissione; Ndr) mi sembra un fatto anomalo, non ci opponiamo al voto ma rimaniamo dello stesso parere: quindi chiediamo il rinvio dell'esame in aula per dare più tempo al comitato dei nove l'esame dei pareri sugli emendamenti, ma non il rinvio del testo in aula".

19.20 - Il relatore alla legge elettorale e presidente della commissione Francesco Paolo Sisto (FI) ha chiesto, in aula alla Camera, il rinvio dell'esame dell'Italicum, "magari non in primissima mattinata". Il comitato dei nove della I commissione, infatti, non ha terminato l'esame delle proposte di modifica.

"Poche volte - ha detto Sisto intervenendo - capita di riferire una richiesta condivisa da tutti i gruppi, quella di avere più tempo per l'esame degli emendamenti e per i pareri nel Comitato dei nove. Questo è un sinonimo non di pigrizia ma di riflessione. Quando i gruppi lo chiedono significa che nell'aula ci sarà maggiore speditezza". Sul rinvio dell'esame la presidente Laura Boldrini ha detto: "Mi auguro che questo sia il segno di una maggiore velocità dei lavori in aula, perché ci siamo presi un impegno che vogliamo portare a termine".

19.06 - L'Assemblea Pa ha votato a maggioranza il ritiro di tutti gli emendamenti alla legge elettorale extra accordo tra Pd, Ncd e Forza Italia. È quanto riferiscono fonti interne. L'assemblea ha poi deciso di 'accantonare' gli emendamenti sulla parità di genere per un'ulteriore riflessione

18.31 - "Mi pare che sia un importante passo in avanti. Credo sia importante che si arrivi a un modelli per cui, nel passaggio elettorale, ci sia un vincitore certo. Il fatto che il Senato abbia o no una norma elettorale nel momento in cui abbiamo deciso di superarlo è secondario". Lo ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti il presidente del Consiglio Matteo Renzi, in Tunisia, nel corso della conferenza stampa al termine dell'incontro con il primo ministro della Repubblica Tunisina Mehdi Jomaa. "Che ci sia o no l'articolo 2 della legge elettorale è una cosa che riguarda gli addetti ai lavori - ha aggiunto Renzi - i cittadini devono sapere che voteremo solo per la Camera perché non ci sarà più il Senato della Repubblica". Renzi ha poi aggiunto: "Vorrei sommessamente far notare a Berlusconi e agli altri che stanno facendo delle critiche che questo è esattamente quello che ci eravamo impegnati a fare: una legge elettorale che dia certezza del vincitore, la riduzione dei parlamentari, la riduzione degli sprechi economici e delle Regioni con il Titolo v". Per Renzi oggi "abbiamo fatto un piccolo passo in avanti, le polemiche di oggi non le capisco. Vediamo se entro venerdì ci sarà la legge elettorale, spero che il Parlamento non faccia ulteriori dilazioni".

16.58 - "Noi dobbiamo rivendicare con forza che il gruppo ha proposto delle modifiche per tenere insieme la maggioranza e Forza Italia. Ora siamo davanti al passaggio finale: non siamo alla vigilia dell'approvazione finale ma alla vigilia del primo passaggio in Aula. Abbiamo fatto un buon lavoro sia in commissione sia nell'interlocuzione con gli altri. Al momento l'accordo regge sia con la maggioranza sia con Forza Italia e questo da più forza al fatto che le riforme possano arrivare i porto". Lo ha detto, a quanto si apprende, il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza, intervenendo all'assemblea dei deputati Pd alla Camera.

16.58 - La riforma della legge elettorale "funziona con un sistema monocamerale e ha senso solo come primo passo per le riforme. Occorre legarla con le altre riforme, non ci serve una legge per andare a votare tra tre mesi perché sarebbe un segnale di resa della politica". Lo ha detto, a quanto si apprende, il capogruppo Pd alla Camera Roberto Speranza intervenendo all'assemblea dei deputati Pd alla Camera.

16.50 - Il comitato dei 9 della commissione Affari costituzionali alla Camera è stato rinviato di mezz'ora (alle 17,15) per permettere ai deputati Pd di partecipare alla riunione convocata per fare il punto sulla legge elettorale.

16.38 - L'aula della Camera riprenderà alle 18,15 per discutere di legge elettorale. Lo ha deciso la presidente della Camera Laura Boldrini, accogliendo la richiesta del presidente della commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto (FI).

16.17 - "Tutti i gruppi hanno chiesto il differimento della discussione sulla legge elettorale. Chiedo pertanto - dovendo andare adesso al comitato dei 9 - che l'aula possa essere spostata almeno fino alle 18". Lo chiede in aula alla Camera il presidente della commissione Affari costituzionali, Francesco Paolo Sisto (FI).

14.05 - L'Aula della Camera si riunirà alle 16 per discutere le proposte di legge in materia di legge elettorale. Alla stessa ora è stata fissata la convocazione del comitato dei 9.

11.11 - Approfondimento sugli emendamenti relativi all'"algoritmo Sisto", quello che traduce i voti in seggi. È questa la motivazione avanzata dai gruppi (in primis dal capogruppo Pd in commissione Affari costituzionali Emanuele Fiano) per far slittare il comitato dei 9 alle 16, quindi anche la ripresa dell'esame in Aula. Proposta votata all'unanimità durante la seduta di questa mattina.

IL PUNTO
Dopo quasi due settimane di stop riprende oggi alle 16, in Aula alla Camera, l'esame della legge elettorale (il cosiddetto Italicum). Ieri, con la riapertura dei termini, sono stati presentati circa 40 emendamenti (che in totale fanno 446 con quelli delle scorse settimane) e che oggi (alle 11) saranno esaminati dal comitato dei nove della commissione Affari costituzionali.

Alla vigilia della ripresa dell'esame è spuntata anche una nuova proposta, quella del deputato della minoranza Pd Alfredo D'Attore, che vorrebbe la legge elettorale valida solo per la Camera, quindi scollegata dalle riforme costituzionali, come se Palazzo Madama fosse già abolito. Un compromesso per approvare l'Italicum nel giro di due mesi, che ha incontrato il parere favorevole non solo del neopremier Matteo Renzi ma anche del Nuovo centrodestra. Contraria, invece, Forza Italia.

Prima della staffetta Letta-Renzi, a far discutere era stato il cosiddetto "lodo Lauricella" (contenuto in un emendamento) che posticipava l'entrata in vigore dell'Italicum dopo la riforma del Senato. Emendamento che con la nuova proposta (se condivisa anche da FI) verrebbe superato. Inoltre, la proposta D'Attorre prevede per il Senato, in caso di elezioni anticipate i seggi sarebbero decisi con il proporzionale puro senza premio di maggioranza, così come stabilito dalla sentenza della Consulta. La nuova proposta rischia quindi di rendere ancora più faticoso il raggiungimento dell'obiettivo fissato dal Governo Renzi: il via libera della riforma alla Camera entro questa settimana.

L'emendamento D'Attorre, infatti, ha incassato subito il 'no' di Forza Italia: "Cambiare la legge elettorale solo per la Camera - ha detto il capogruppo FI Renato Brunetta - creerebbe solo caos, caos che la Corte costituzionale non potrà far altro che dichiarare illegittimo alla prima occasione". Secondo Brunetta, infatti, con il nostro sistema bicamerale "non è concepibile ripensare il sistema elettorale per un solo ramo del Parlamento, e non possiamo credere che il presidente della Repubblica possa firmare una legge che prevede una riforma della legge elettorale a metà".

A quanto riferiscono fonti parlamentari, probabilmente Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si confronteranno ancora sulla legge elettorale, molto probabilmente al telefono. (Public Policy)

SOR-GAV

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