Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Legge elettorale, il voto finale alla Camera

fiducia 12 marzo 2014

ROMA (Public Policy) - Dopo un mese e mezzo di esame alla Camera, l'assemblea di Montecitorio ha approvato la riforma della legge elettorale, il cosiddetto Italicum, con 365 voti favorevoli. 156 i voti contrari e 40 gli astenuti. Ora il testo dovrà passare al Senato.

Le dichiarazioni di voto:

PARTITO DEMOCRATICO: "Con il voto di oggi abbiamo avviamo il treno delle riforme. Non più solo parole ma fatti che ci consentono di dire agli italiani che la politica ce la può fare. Non ci arrendiamo, perché questa legge ha fatto dei passi in avanti. Oggi riformare questa democrazia è l'unico modo per salvarla".

Lo dice in aula alla Camera il capogruppo Pd Roberto Speranza, annunciando il voto favorevole del Partito democratico alla legge elettorale. E aggiunge, rivolgendosi ai deputati del Movimento 5 stelle: "Sale sui tetti per difendere la Costituzione senza averla nemmeno letta".

MOVIMENTO 5 STELLE: "Peggiora il già pessimo livello di democrazia del nostro Paese." L'Italicum "è un'orrenda schifezza figlia degli interessi personali di Pd e FI, con due orrendi figuranti, il capo di un partito e il padrone di un partito". Lo dice in aula alla Camera il deputato M5s Danilo Toninelli, annunciando il voto contrario del gruppo alla legge elettorale.

E rivolgendosi agli altri partiti aggiunge: "Insieme al Porcellum siete stati cancellati dalla Corte costituzionale, ma invece di tornare a casa e ridare il voto dei cittadini avete affidato la nuova legge elettorale a due padroni di partito".

FORZA ITALIA: "Potevamo denunciare pubblicamente la nostra indisponibilità a scendere a troppi compromessi lasciando il presidente del Consiglio con la sua fragile maggioranza. Non lo abbiamo fatto e votiamo l'Italicum con responsabilità e amore per l'Italia, nonostante la legge sia figlia di compromessi dettati dai problemi della maggioranza [...] Ma al Senato non accetteremo altri compromessi". Lo dice in aula alla Camera il deputato di Forza Italia Massimo Parisi, durante le dichiarazioni di voto sull'Italicum.

SEL: "Una legge elettorale senza milioni di cittadini. Perché questa legge è una croce e i chiodi li ha messi Verdini (Denis, senatore FI; Ndr) con le liste bloccate e lo sbarramento all'8% (per i partiti non in coalizione; Ndr). Una legge elettorale che con quello sbarramento lascerà fuori dal Parlamento milioni di cittadini. Le leggi si giudicano dall'odore: anche se chiamato Italicum aleggia l'odore del Porcellum".

Lo dice in aula alla Camera il capogruppo Sel Gennaro Migliore, annunciando il voto contrario del gruppo. Durante l'intervento i deputati di Sinistra ecologia e libertà hanno tirato fuori la Costituzione mostrandola in aula.

NUOVO CENTRODESTRA: "È stata superata l'impostazione originaria che portava al bipartitismo attraverso una forzatura; aver prodotto un disegno più equilibrato è un segno positivo". Ma l'Italicum "rimane ancora un bicchiere mezzo vuoto con l'assenza delle preferenze, che speriamo venga colmato al Senato". Lo dice in aula alla Camera la capogruppo di Ncd ed ex ministra alle Politiche agricole, annunciando il voto favorevole del gruppo. E aggiunge: "Finalmente una legge elettorale legata a superamento bicameralismo. Meglio l'Italicum del modello spagnolo".

SCELTA CIVICA: "Cos'è una legge elettorale? La legge che mette in rapporto cittadini e politica. Noi lo abbiamo chiamato Italicum ma non tutti i suoi elementi rispondono alla riforma necessaria, soprattutto per la strettoia bipartitica. [...] Scelta civica non voterà a favore di questa legge". Lo dice in aula alla Camera il deputato di Scelta civica Renato Balduzzi, durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, annunciando l'astensione del gruppo.

LEGA NORD: "Rimarrà il Porcellum. Anzi è un super-Porcellum". Lo ha detto in aula alla Camera il deputato della Lega Nord Matteo Bragantini, annunciando il voto contrario del suo gruppo alla legge elettorale. "Le riforme - ha agigunto - si fanno se condivise, ma per questa riforma elettorale non è stato così. È una legge che non attirerà i cittadini al voto".

POPOLARI PER L'ITALIA: "Un Paese può decidere di cambiare registro, ma tutti devono essere consapevoli". Con l'Italicum "si parte da uno schema di legge proporzionale, che poi è stato forzato per avere effetti maggioritari andando anche verso un presidenzialismo. Sosteniamo il governo con lealtà, ma questi segni non ci permettono di votare questa legge. Se sarà confermato questo testo anche al Senato, la nostra contrarietà sarà piena. Questa legge renderà più affollati i talk show ma più deserte le urne".

Lo dice in aula alla Camera il capogruppo di Per l'Italia Lorenzo Dellai, annunciando il voto contrario del suo gruppo alla legge elettorale. Con gli emendamenti all'Italicum, aggiunge, "non è cambiata la natura bloccata delle liste che non permette ai cittadini di scegliere le persone degne della loro fiducia. Non sono cambiate le bizzarre soglie così differenti. Non è cambiato il divieto di apparentamento dopo il primo turno. Non è stata colmata la lacuna del conflitto d'interessi. È un sistema elettorale che mette tutto in capo a chi ha la maggioranza. Il nostro giudizio viene da una profonda e seria preoccupazione: la trasformazione silenziosa della democrazia parlamentare".

FRATELLI D'ITALIA: "Non è giusto chiamarli piccoli partiti, ma partiti 'non allineati'. E non siamo nemmeno così inutili come si è detto, visto che i nostri voti aiutano la coalizione a salire. Il Parlamento non è proprietà dei grandi partiti, ma rappresenta gli italiani e tutti gli italiani hanno il diritto di essere rappresentati".

Lo dice in aula alla Camera la capogruppo di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale, annunciando voto contrario del gruppo.

MINORANZE LINGUISTICHE: Il gruppo per le minoranze linguistiche voterà a favore della legge elettorale. Lo ha riferito in aula alla Camera Albrecht Plangger nel corso delle dichiarazioni di voto finale sull'Italicum.

CENTRO DEMOCRATICO: "Questo provvedimento è nato fuori dalle aule parlamentari, con un accordo tra Pd e Forza Italia. Un accordo così tenace da aver resistito a ogni proposta emendativa [...] Un provvedimento che prevede un sistema bipartitico che non fa parte della cultura e della storia democratica del nostro Paese. Annuncio quindi il voto contrario di Centro democratico".

Lo dice in aula alla Camera il capogruppo del Misto (esponente Cd), durante le dichiarazioni di voto sulla legge elettorale. (Public Policy)

SOR

© Riproduzione riservata