Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

LEGGE STABILITÀ, SINDACATI CONCORDI: MANOVRA NEGATIVA, AVRÀ EFFETTI DEPRESSIVI

sindacati 23 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 23 ott - Giudizio negativo, è una
manovra che non porterà crescita, pasticciata. Il giudizio
dei sindacati confederali sulla legge di Stabilità è
pressochè unanime. Oggi quattro rappresentanti Cgil, Cisl,
Uil e Ugl sono stati ascolati nella Sala del Mappamondo a
Montecitorio dalle commissioni riunite Bilancio di Camera e
Senato.

BARBI (CGIL): AUSPICHIAMO MODIFICHE IN PARLAMENTO
"Il nostro giudizio è negativo - ha detto il segretario
confederale Cgil Danilo Barbi - e auspichiamo interventi di
modifica in Parlamento. È una manovra depressiva e
contrassegnata da un certo pasticcio, da una certa
improvvisazione. In generale la politica economica di questo
Governo è insoddisfacente, si può toccare con mano come la
previsione macroeconomica degli ultimi 10 mesi sia stata
completamente sbagliata".

"L'Italia - ha aggiunto Barbi - non è un Paese adatto ad
un'operazione sull'Iva. In Germania, dove sono state fatte
politiche di scambio tra tassazione sui redditi e consumi,
si è intervenuti sulla parte povera della popolazione con i
buoni acquisto. Qui invece colpisce una parte del Paese
senza alcun vantaggio fiscale e con un aggravio dei prezzi
al consumo". La proposta del sindacato guidato da Susanna
Camusso è "di una detassazione separata delle tredicesime" e
di un rafforzamento della "patrimoniale". Il punto più
grave, ha spiegato Barbi, "è l'aumento dell'Iva".

PETRICCIOLI (CISL): MALE SU SCUOLA ED ENTI LOCALI
"Ben venga - ha detto il segretario confederale Cisl
Maurizio Petriccioli - l'introduzione di una maggiore
tassazione sulle rendite e che si alleggeriscano le aliquote
sul lavoro così come il ripristino del fondo sulla
produttività per 2013 e 2014. Ma implementare il salario
attraverso la detassazione sulla produttività non è una via
praticabile, semmai il problema è che il fondo non è
strutturale".

Per il sindacato guidato da Raffaele Bonanni, "il giudizio
è molto negativo per quanto riguarda la parte legata a
scuola e pubblico impiego: c'è quasi un'invasione di campo.
Si entra nel merito di qualcosa legato all'organizzazione
degli orari e del lavoro, elementi tipici delle relazioni
sindacali. Non vediamo cambiamenti inoltre sui tagli lineari
fatti sugli enti locali".

Idem per gli esodati: "O il
problema c'è o non c'è. O il Governo riconosce la mancanza
della transizione oppure non se la può cavare creando un
fondo con 100 milioni di euro, quando la stessa Inps parla
di 8.900 persone ancora non riconosciute e di 450 milioni da
reperire".

PROIETTI (UIL): PER CRESCERE RIDURRE LE TASSE
Per Domenico Proietti, segretario confederale Uil, "deve
esserci una finalità di crescita per rompere la tenaglia
della recessione, ma la legge di stabilità sembra porre solo
il problema del risanamento di bilancio. La Uil crede che la
leva fiscale sia lo strumento principale, ma il modo con cui
il Governo riduce le tasse, contemporaneamente aumentando
Iva, franchigie e tetto a detrazioni praticamente vanifica
quest'apparente riduzione".

"Sarebbe bene - ha aggiunto il rappresentate del sindacato
guidato da Luigi Angeletti - che il Governo tecnico operasse
in maniera coerente senza far passare una settimana tra
annuncio e pubblicazione del testo. Non giova al Paese. Le
risorse messe in campo possono essere meglio indirizzate a
sostegno dei redditi. Infine, siamo favorevoli a una tassa
sulle transazioni, ma è sbagliato estenderla agli
investimenti previdenziali, ai fondi pensione, che non hanno
natura speculativa".

VARESI (UGL): REGNA L'IDEOLOGIA DI BILANCIO
"Ho il timore - ha concluso il segretario confederale Ugl
Paolo Varesi - che si sia entrati in una sorta di ideologia
di bilancio. La caduta di reddito delle famiglie è
significativa, il tasso di disoccupazione cresce
enormemente. C'è una forte polarizzazione del debito che non
riesce a essere distribuito e una posizione di depressione
delle famiglie".

E sulle misure fiscali: "Ci aspettavamo un segnale di
speranza. Il ministro Grilli aveva parlato di salto di
qualità, non mi pare che sia avvenuto. I tagli alle aliquote
Irpef sembrano più una beffa. Per quanto riguarda il tema
produttività - ha detto infine il rappresentante del
sindacato guidato da Giovanni Centrella - ci aspettiamo che
il finanziamento annunciato venga confermato, ma il Governo
stia comunque fuori da una dinamica che deve appartenere
alle parti sociali". (Public Policy)

GAV

© Riproduzione riservata