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Legge di Stabilità, continua la trattativa con l'Unione europea

ue 01 settembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Sonia Ricci - Si aggira tra i 6 e i 7 miliardi di euro la trattativa sul pacchetto 'flessibilità' tra l'Italia e Bruxelles, in vista della prossima legge di Stabilità che sarà varata dal Consiglio dei ministri a metà ottobre.

Nei giorni scorsi è stato lo stesso premier, Matteo Renzi, a confermare che per

coprire lo stop della Tasi sulla prima casa, dell'Imu agricola e sui cosiddetti imbullonati il governo utilizzerà la leva del deficit.

L'obiettivo - riferiscono fonti Mef - è di chiedere all'Europa margini di flessibilità più ampi (nel quadro di finanza pubblica), con un ulteriore aumento del deficit da inserire tra le coperture della manovra 2016.

DA LEVA DEFICIT TRA 13 E 17 MILIARDI
Il nodo principale, però, resta proprio l'ammontare complessivo di risorse che il governo italiano riuscirà a recuperare dalla flessibilità sui conti. Renzi ha parlato di 17 miliardi di euro, ma fonti del ministero dell'Economia riferiscono che la leva potrebbe aggirarsi tra i 13 e i 14 miliardi di euro.

Conti alla mano, il governo italiano - al momento - ha a disposizione 6,4 miliardi di euro già contabilizzati nel Documento di economia e finanza (il Def) grazie all'attivazione della clausola sulle riforme, a cui si potrebbero aggiungere circa 6-7 miliardi della prossima trattativa. Arrivando così a poco più di 13 miliardi di euro.

Fonti di governo spiegano che nei 17 miliardi citati dal premier potrebbero rientrare i circa 4 miliardi che l'Italia ha ottenuto con l'anno scorso con la clausola sull'avverso ciclo economico (con lo sconto in termini di taglio del deficit strutturale dallo 0,5 allo 0,25%).

LA CLAUSOLA DELLE RIFORME
L'idea del governo è di appellarsi in Europa a due clausole di "flessibilità", previste dalle comunicazioni di inizio anno della stessa Commissione europea, quella sulle riforme e quella sugli investimenti. La prima permette ampi margini: i Paesi che fanno riforme strutturali, come l'Italia ha fatto con la riforma del lavoro o della Pubblica amministrazione, possono utilizzare la leva dell'indebitamento (sempre dentro la soglia del 3% tra deficit e Pil).

Questa prima clausola, però, è stata già utilizzata dall'Italia per ottenere i 6,4 miliardi contenuti nel Def. Un ulteriore ricorso è possibile, ma limitato allo 0,1% del Pil, e potrebbe essere invocato solo a fronte di nuove riforme, con il via libera definitivo alla riforma costituzionale. Da questa clausola il governo potrebbe ancora recuperare circa 1,6 miliardi di euro.

LA CLAUSOLA PER GLI INVESTIMENTI
La seconda clausola, al momento più percorribile, è quella cosiddetta degli "investimenti" che permetterebbe l'innalzamento del debito, ma solo per attivare nuovi cantieri da cofinanziare con l'Europa (opere pubbliche, investimenti privati e una super Sabatini per i macchinari industriali).

Il governo, con questa seconda clausola, punta a recuperare circa 5,6 miliardi di euro e per questo - riferiscono fonti Mef - sta mettendo appunto per la prossima legge di Stabilità un bonus investimenti per le Piccole e medie imprese. Il bonus verrà esteso a tutto il territorio nazionale (con vie preferenziali per il Mezzogiorno). (Public Policy)

@ricci_sonia

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