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Legittima difesa, cronistoria di una proposta

legittima_difesa 26 aprile 2016

di Francesco Ciaraffo

ROMA (Public Policy) - Quella arrivata in aula non era la rivoluzione che la Lega auspicava. E anche la versione soft ha subito un altro stop.

L'iter della pdl Legittima difesa alla Camera si arricchisce di un nuovo tassello con la decisione dell'assemblea di farla tornare in commissione Giustizia.

Queste le tappe (e le modifiche principali):

LA PROPOSTA DELLA LEGA
La proposta della Lega puntava (occorre parlare al passato, spiegheremo il perchè) a prevedere sempre la presunzione di legittima difesa per chi protegge la propria abitazione o negozio dai ladri.

La pdl (presentata a febbraio dello scorso anno e il cui iter in commissione è iniziato a novembre) era formata da un solo articolo, poche righe, per modificare l'art.52 del Codice penale, quello appunto sulla legittima difesa.

L'EMENDAMENTO PD
Durante l'iter in commissione Giustiza il contenuto della pdl cambia. A intervenire, un emendamento Pd. Con una modifica all'articolo 59 del Codice penale (e non più al 52), si introduce una fattispecie di errore ulteriore rispetto a quelli già previsti, senza però nessun previsione di presunzione di legittima difesa.

Nello specifico, l'emendamento Pd prevede che "la colpa dell'agente è sempre esclusa se l'errore riferito alla situazione di pericolo ed ai limiti imposti è conseguenza di un grave turbamento psichico ed è causato, volontariamente o colposamente, dalla persona contro cui è diretto il fatto".

Quindi, agire in caso di "grave turbamento psichico", (per esempio, si rientra in casa la sera e si trova un estraneo che si dirige verso la stanza da letto di un minore presente nella stanza stessa) è considerato errore, quindi circostanza che esclude la pena.

Scatta la protesta della Lega che non riconosce più la proposta di legge (tanto che saranno ritirate le firme leghiste e Nicola Molteni rinuncerà a svolgere funzione da relatore).

LA PROPOSTA ARRIVA IN AULA. MA PER POCO
Così come riformulata la pdl arriva in aula (era inizio marzo). I continui interventi della Lega spingono il Pd a chiedere il rinvio ad altra seduta. Una mossa che consentirà, una volta ricalendarizzata la pdl, di contingentare i tempi e tagliare gli interventi dei leghisti.

E SI ARRIVA AL 21 APRILE. ALTRO STOP
Il 21 aprile la proposta è ritornata in aula. Ma già dal giorno prima il clima sull'argomento era teso. Stavolta a stoppare i lavori, con la richiesta di rinvio in commissione, è Ap, poco convinta del testo finale.

Sul punto anche i centristi (come FdI e FI) hanno presentato una loro proposta che chiede di intervenire in merito al rapporto di proporzione tra difesa e offesa.

La pdl, a prima firma di Antonio Marotta, infatti, punta a esplicitare che in tale rapporto previsto dalla disciplina vigente, che ritiene che non sia punibile chi si avvale della necessità di difendersi in modo 'proporzionato', non si debba tener conto "nei casi in cui l'offesa sia in concreto imprevedibile o sia arrecata approfittando di condizioni di minorata difesa".

Come spiega anche la relazione illustrativa alla proposta di legge l'intenzione è quella di "chiarire i limiti di esigibilità, in concreto, del principio della proporzionalità della difesa all'offesa ingiusta".

Oltre a una maggiore considerazione del testo di Ap, però, i centristi puntano a un intervento sull'articolo 52 (e non come detto sul 59).

In particolar modo, ed è la posizione del ministro per gli Affari regionali (con delega alla Famiglia) ed esponente Ap, Enrico Costa, l'obiettivo è quello di presumere la legittima difesa in presenza di figli. (Public Policy)

@fraciaraffo

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