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Liberalizzazioni, l'IBL presenta l'indice: Italia all'ultimo posto in Europa

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ROMA (Public Policy) - "L'Italia è il Paese meno liberalizzato d'Europa, con un risultato pari al 28% rispetto all'Indice delle liberalizzazioni, secondo il rapporto annuale dell'Istituto Bruno Leoni. Il Paese più liberalizzato è il Regno Unito, con un punteggio complessivo dell'86%". L'Indice verrà presentato a Roma giovedì 5 dicembre, nella sede dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm), e poi diffuso come e-book.

DI COSA STIAMO PARLANDO L'Indice delle liberalizzazioni dell'Ibl indaga il grado di apertura in nove settori dell'economia (carburanti, gas, mercato del lavoro, mercato elettrico, poste, telecomunicazioni, televisioni, trasporto aereo e trasporto ferroviario) per tutti gli Stati membri dell'Unione europea a 15.

STAGNARO: SEGNO DELLE TANTE OPPORTUNITÀ PERSE "La nuova metodologia - dice Carlo Stagnaro, direttore ricerche e studi dell'Istituto Bruno Leoni e curatore dell'Indice - ci consente di confrontare più accuratamente l'Italia con gli altri Paesi, non solo per misurare la distanza che ci separa dalla nazione più progredita ma anche per capire quale sia la nostra situazione rispetto ai paesi meno avanzati". "Purtroppo, e con pochissime eccezioni, l'Italia - aggiunge Stagnaro - si colloca sistematicamente nella 'parte bassa' della classifica. Questo è segno delle tante opportunità perse dal nostro Paese, che ha quasi sempre scelto di tutelare lo status quo e limitare gli spazi di reale competizione. Tuttavia, c'è anche un aspetto potenzialmente positivo: siamo talmente indietro che le liberalizzazioni contengono un enorme potenziale di crescita".

LA CLASSIFICA In testa la Gran Bretagna (100%), seguono i Paesi Bassi (76%); poi, con il 58% la Spagna, con il 57% Austria e Svezia. Al quinti posto il Lussemburgo (56%), seguono Irlanda (53%), Finlandia (52%), Francia (52%) e Germania (51%). Sotto il 50% Portogallo (47%), Belgio (41%), Danimarca (41%), Grecia (36%) e Italia (28%).

I RISULTATI PER L'ITALIA Questi i risultati per l'Italia settore per settore: carburanti (8%); gas (79%); lavoro (11%); elettricità (30%); poste (2%); telecomunicazioni (26%); televisione (0%); trasporto aereo (59%); trasporto ferroviario (36%). (Public Policy)

GAV

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