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LIBERO SCAMBIO UE-USA, SCHULZ: ECCO PERCHÈ CI CONVIENE DIRE SÌ

PERCHÈ 09 settembre 2013

LIBERO SCAMBIO UE-USA, SCHULZ: ECCO PERCHÈ CI CONVIENE DIRE SÌ

(Public Policy) - Roma, 9 set - "Un paio di settimane fa un
mio collega nel Parlamento europeo mi ha dato una lista di
ragioni per essere scettici circa i negoziati sul TTIP
(Transatlantic Trade and Investment Partnership, il trattato
di libero scambio Usa-Ue; Ndr): l'Ue e gli Usa non possono
negoziare alla pari, perché sono due cose diverse, una è una
multinazionale e l'altro è uno Stato federale, inoltre
anti-americanismo e protezionismo vanno per la maggiore in
Europa (soprattutto dopo il caso Nsa) e, infine, il TTIP
contrasta con la pretesa Ue di lavorare in favore del
multilateralismo. La mia risposta è stata piuttosto
semplice: no, no e no". Lo scrive in un editoriale sul sito
TheParliament.com il presidente dell'Europarlamento, il
socialdemocratico tedesco Martin Schulz (nella foto).

COS'È IL TTIP
Si chiama ufficialmente Transatlantic Trade and Investment
Partnership (TTIP) e i negoziati sono stati lanciati il 17
giugno scorso durante il G8. In precedenza, gli Stati membri
dell'Ue avevano concordato sulle direttive, dando alla
Commissione europea 'luce verde' all'avvio dei negoziati con
gli Stati Uniti.

Secondo uno studio indipendente fatto dal Centre for
Economic Policy Research di Londra e citato dalla
Commissione europea nei mesi scorsi, un accordo in tal senso
porterebbe vantaggi economici all'Ue nella misura di 119
miliardi di euro l'anno, ovvero 545 euro di reddito
disponibile in più ogni anno per una famiglia europea di
quattro persone.

LA DIFESA DI SCHULZ
"In primo luogo - si legge - il commercio è una competenza
esclusiva dell'Unione europea, e la Commissione negozia
accordi internazionali per conto dell'Ue. Gli Stati membri a
volte lo dimenticano". L'Europa, precisa il politico
tedesco, è "credibile e forte solo nella misura in cui è
unita, sia che il nostro interlocutore sia la Cina, che gli
Stati Uniti o la Russia. Il Parlamento europeo rimarrà
vigile, sostenendo un accordo che tuteli gli interessi
dell'Ue nel suo complesso".

In secondo luogo, scrive Schulz, "gli europei non sono né
protezionisti né anti-americani, semplicemente ritengono che
l'accordo non debba mettere a rischio la diversità culturale e
linguistica dell'Unione".

Le recenti rivelazioni sul programma di sorveglianza degli
Stati Uniti nei confronti dei cittadini e delle istituzioni
dell'Unione europea (il caso Nsa, National Security Agency)
"sono - scrive il presidente dell'Europarlamento - molto
gravi e rischiano di intaccare la fiducia reciproca tra Ue
ed Usa".

Ma il Parlamento europeo, precisa, "ha adottato una
risoluzione a luglio chiedendo agli Stati Uniti di fornirgli
informazioni complete senza ulteriori ritardi e la nostra
commissione per le libertà civili ha avviato un'indagine
approfondita sul caso [...] Protezionismo e
anti-americanismo non hanno nulla a che fare con questo,
semmai è un problema che riguarda la lealtà e la fiducia
reciproca".

In terzo luogo, il TTIP "non sarebbe una misura contro il
multilateralismo, ma piuttosto a suo favore. Gli accordi
bilaterali sono complementari a quelli multilaterali, dal
momento che entrambi portano ad una maggiore
liberalizzazione e armonizzazione delle norme".
"La strada per un risultato di successo - conclude Schulz -
sarà ripida e tortuosa [...] ma vale la pena di
intraprendere questo viaggio". (Public Policy)

GAV

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