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LISTA CIVICA, RICCARDI: MONTI, GARANTE IN UN MARE DIFFICILE

15 aprile 2013

"IL NUOVO PRESIDENTE DOVRÀ LAVORARE PER
LA RICOSTRUZIONE E LA RICONCILIAZIONE"


(Public Policy) - Roma, 15 apr - "Lista civica non sta
camminando senza Monti, e non accadrà in futuro. C'è già una
guida operativa, Monti resta, come sempre è stato, una
figura di riferimento e una guida politica".

Il ministro della Cooperazione Andrea Riccardi, in
un'intervista al Corriere della Sera, smentisce il
disimpegno politico del leader di Lista civica Mario Monti,
e traccia il profilo del futuro presidente della Repubblica.

"Nell'attuale Parlamento - osserva - ci sono tanti modi di
operare; è un Parlamento interessante, vitale, gente nuova,
tanti giovani e donne, tutti hanno un approccio non
convenzionale con la politica. La saggezza di Monti va bene
in questo quadro. Semmai il problema è come fare quella
sintesi politica che può portare a governare".

"Oggi Monti - aggiunge - è il garante verso l'estero, a
maggio usciremo dalla procedura di deficit, ma dovremo
navigare in un mare difficile".

Sulla situazione di crisi in cui versa l'Italia, Riccardi
precisa: "Viviamo in una situazione bloccata, siamo passati
da un bipolarismo aggressivo a un tripolarismo non
comunicante. Nella società non c'è una chiara visione del
futuro, il Paese è ammalato in una certa misura di
settarismo, mali che si riflettono a tutti i livelli, non
solo politici". In questo clima di lacerazione, aggiunge il
ministro, "l'unica strada possibile è un discorso di
riconciliazione".

Il nuovo presidente della Repubblica, secondo Riccardi,
dovrà essere riconosciuto come garante di tutto il Paese e
della sua unità, non solo dei partiti e del Parlamento ma
anche della società civile: "Qui c'è il rischio di una
società civile che fugge dalla politica - ha commentato -
Napolitano ha saputo parlare al Paese per ritesserne il
senso di destino comune. Ora bisogna riparlare al Paese e
sarà il primo compito del presidente".

Insomma, il futuro settennato sarà il tempo della
ricostruzione e la riconciliazione. "Ci sono troppi poveri e
disperati - ha concluso- è un Paese che deve riprendere a
crescere, questo presidente dovrà anche ricostruire".
(Public Policy)

SAF

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