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"LISTE PDL, PASSI AVANTI MA SENZA CORAGGIO" /INTERVISTA

23 gennaio 2013

PARLA IL FORMATTATORE ALESSANDRO CATTANEO, 33ENNE SINDACO DI PAVIA

(Public Policy) - Roma, 22 gen - (di Gaetano Veninata)
Sempre meglio di niente, ma è mancato il coraggio. Le liste
del Pdl sono state partorite dopo una giornata che definire
caotica è poco, eppure anche un 'criticone' come il sindaco
Pdl di Pavia Alessandro Cattaneo riesce a trovare un filo di
speranza in quell'elenco che tanto ha fatto penare Silvio
Berlusconi.

Cattaneo non è uno che le manda a dire: 33enne ingegnere
elettronico, ex coordinatore cittadino di Forza Italia, nel
tempo libero arbitro di calcio, è tra i fondatori del
movimento dei "formattatori", versione pidiellina dei
"rottamatori" di renziana memoria. È stato, insieme a
Giorgia Meloni, tra i principali sostenitori delle primarie,
alle quali si era pure candidato.

D. SINDACO, COME SONO ANDATE ALLORA QUESTE CANDIDATURE?
R. Da un lato rivendichiamo un po' anche la soddisfazione
di avere spinto sul tema di alcune candidature eccellenti
definite impresentabili, per noi è importante che si siano
fatti dei passi indietro che sono dei passi in avanti per il
partito. Sono convinto che senza il lavoro che anche noi
abbiamo fatto questo non si sarebbe verificato.
Rispetto al resto non posso però non dire che se noi
limitiamo le liste al numero dei posti dati per sicuri
collegio per collegio, evidentemente ha vinto comunque un
approccio conservativo.

D. CIOÈ?
R. Diciamo che l'80-90% di quelli messi nella parte
eleggibile sono gli uscenti, in sostanza. Le percentuali di
cui si parlava per avere un turnover, un contributo da
personalità esterne, da amministrazioni locali, dai giovani,
sarà molto molto limitato. E questo dimostra scarso
coraggio. Comunque ora ci sono da vincere le elezioni.

D. LEI RIMANE ANCORA CONVINTO CHE SI POSSA FORMATTARE IL
PDL?
R. Io rimango criticamente dentro il Pdl e continuerò la
mia battaglia dicendo quello che penso, come in questo caso,
dove dico che ci voleva più coraggio perchè se noi limitiamo
il giudizio sulle liste ai posti che saranno eleggibili
certamente è mancato coraggio, è evidente che ha prevalso la
conservazione.

D. CHE IDEA SI È FATTO DELLA VICENDA COSENTINO?
R. Era giusto e doveroso dare dei segnali. E questa vicenda
va nella direzione corretta. Anzi, magari potevano essercene
anche di più di segnali. (Public Policy)

GAV

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