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Lo Spillo

olimpiadi-2024-Roma 17 dicembre 2014

ROMA (Public Policy) - di Enrico Cisnetto - Ci sono tanti modi di perdere, ma il peggiore è arrendersi ancor prima che la sfida sia iniziata. Matteo Renzi non ha fatto in tempo ad accendere la fiaccola per candidare Roma per l'Olimpiade del 2024, che subito si è scatenato il putiferio: "evitiamo una figuraccia", "una trappola a cinque cerchi", "mafia olimpica", "un disastro annunciato".

Ora, si può discutere dell'utilità del progetto, valutarne costi e ricavi, rischi ed opportunità, e poi decidere. Ma considerarci sconfitti in partenza, affondati dalle nostre miserie e incapaci di risollevarci, equivale a mettersi una pietra al collo e buttarsi da qualche ponte. Abbandonare prima del via porterebbe solo ad affondare ulteriormente, sarebbe la certificazione che per l'Italia non c'è futuro né speranza, che saremo per l'eternità condannati al fallimento e che nulla potrà mai cambiare. Abbiamo perso per un soffio la sfida con Atene sulle Olimpiadi del 2004 e abbiamo rinunciato alla solida candidatura del 2020 per la scelta dell'allora premier Mario Monti di non firmare un impegno da 9,8 miliardi di euro nel momento più buio della crisi. In quel momento, comprensibilmente.

Ma ora, la candidatura lanciata da Renzi per il 2024 - un annuncio ancora tutto da verificare, come spesso accade - lancia un messaggio incisivo proprio nei giorni in cui un'inchiesta giudiziaria sta travolgendo la politica romana. Tutti evidenziano i passati scandali e le passate malversazioni. Li invito a ricordare che in occasione del Giubileo del 2000 non ci sono stati scandali, segno che, volendo, si può operare con successo e nella piena legalità. Ecco, se è giusto rinunciare alle Olimpiadi solo perché fonte di sprechi, allora non dovremmo costruire più neppure un'infrastruttura per il rischio mazzette, nessun imprenditore dovrebbe lanciare un'attività nel Meridione per la presenza della criminalità organizzata, e dovremmo totalmente rinunciare alla politica per la presenza di ladri. "Sconfiggere il nemico senza combattere è la massima abilità", scriveva Sun Tzu nel suo magistrale "L'arte della guerra". Perdere prima ancora della battaglia, invece, è la più atroce delle disfatte.(Public Policy)

@ecisnetto

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