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Lo Spillo

fisco 29 ottobre 2014

ROMA (Public Policy) - di Enrico Cisnetto - Pensare di infilare un gettone nell'iPhone è autodefinirsi d'antan, d'accordo, ma l'abitudine dei governi di predicare bene e razzolare male non passa mai di moda. Anche questo esecutivo, infatti, da una parte elargisce per l'oggi il bonus da 80 euro e gli sgravi Irap per i nuovi assunti, ma dall'altra stabilisce aumenti di tasse per il domani, svuotando il fondo per la riduzione della pressione fiscale per 3,3 miliardi pur di obbedire ai richiami della Commissione europea sulla legge di Stabilità.

Infatti, se la spending review non donerà i frutti sperati, come è probabile, le imposte saliranno di 20 miliardi nel 2015 (il doppio di quanto usato per gli 80 euro) e di 30 nel 2018. Per esempio l'Iva, che colpisce allo stesso modo ricchi e poveri, passerà dall'attuale 22 al 24% nel 2016, al 25% nel 2017, per arrivare fino al 25,5% nel 2018. Ma ancora più grave è che un governo giovane penalizzi fiscalmente imprenditori e professionisti under 35. Come? Triplicando l'aliquota fiscale per chi, sotto i 35 anni, apre una partita Iva nel regime dei minimi (dal 5 al 15%). E per di più dimezzando la soglia di reddito per i professionisti (da 30mila a 15mila). Così, in un sol colpo, il governo dei quarantenni ha ridotto la platea e triplicato le tasse a trentenni che iniziano un'attività da liberi professionisti, cancellando quanto deciso da Monti, vecchio professore in loden non certo aduso a selfies e whatsapp.

È vero che chi ha aperto un partita iva prima del 2015 non dovrebbe essere interessato (vista la tendenza meglio aspettare il testo definitivo), ma così si creerebbe comunque un'incoerente disparità, per cui un 33enne che fattura 29mila euro da 4 anni pagherebbe il 5%, mentre un 24enne che incassa 10mila nei primi 12 mesi di attività verserebbe il 15%. Con buona pace dei "giovani", della "nuova classe dirigente", dei "Millennials pronti a raccogliere le sfide della globalizzazione".

D'altra parte nello stesso governo c'è chi non è d'accordo. Almeno così si evince dalle parole di Enrico Zanetti, sottosegretario all'Economia "salito" in politica proprio ai tempi di Monti, che ha annunciato di voler assolutamente modificare questa norma, proponendo di usare gli 800 milioni a disposizione per innalzare a 35-40 mila euro la soglia per tutte le categorie, indipendentemente dall'attività svolta e cancellando le differenziazioni delle soglie in base al tipo di attività. Non sarebbe forse un grande annuncio, ma forse un tweet lo meriterebbe.(Public Policy)

@ecisnetto

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