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Lo Spillo - di Enrico Cisnetto

Lo Spillo - di Enrico Cisnetto 08 novembre 2013

LO SPILLO di Enrico Cisnetto

Roma, 8 nov - (di Enrico Cisnetto) Non ci smentiamo mai. In Italia siamo bravissimi ispirarci a splendide filosofie per legiferare aulici provvedimenti di principio che poi, alla fine, non fanno altro che produrre regole assolutamente inapplicabili nella realtà. È quello che accade anche nella bozza del ddl collegato dal ministero dello Sviluppo economico alla legge di Stabilità, in cui si prevede che l'Autorità per l'energia elettrica e il gas (Aeeg) dovrà rendere effettivo l'esito del referendum del giugno del 2012 (sul cosiddetto diritto "acqua come bene comune") assicurando a tutti gli utenti l'accesso al livello minimo di fornitura del servizio idrico.

A parte il fatto che il referendum non metteva in discussione il principio di "acqua pubblica", ma solo della proprietà e della gestione del sistema di approvvigionamento, come fa a non accorgersi che un servizio è buono o cattivo per come viene erogato, e non per il fatto che sia pubblico o meno? Peraltro, il sistema della distribuzione dell'acqua in Italia è in grave crisi e si dovrebbero investire oltre due miliardi all'anno per ammodernare e ampliare una rete idrica che oggi perde mediamente il 30% del trasportato. Potrà mai essere a carico delle finanze pubbliche tutto ciò? No, e quindi continueremo a buttare l'acqua al fiume. Non si può immaginare che tutto debba essere gratuito per tutti. Le tubature e il sistema di distribuzione non si costruiscono e non si gestiscono da soli, li pagano i cittadini con le tasse e le bollette, mantenendo così in piedi un sistema anticoncorrenziale, monopolista, inefficiente e scialacquone che, appunto, fa acqua da tutte le parti.

Oggi il sistema costa più di quel che rende, e ciò che gli italiani non pagano in un modo, pagano nell'altro. L'acqua è bene preziosissimo e sempre più scarso. Solo un'ideologia faziosa può avversare pregiudizialmente un sistema che premia il migliore gestore, che responsabilizza i consumi e riduce gli sprechi, naturalmente esentando dal pagamento coloro che davvero si trovano in difficoltà economiche. Golda Meir sosteneva che una prossima guerra mondiale si sarebbe certamente combattuta per le risorse idriche. Intanto sarebbe il caso di combatterne una contro la metafisica della società perfetta, perché fintanto che non si risolve il problema del profitto delle imprese chiamate a gestire gli impianti di distribuzione idrica, non si risolverà mai il tema del diritto all'acqua di tutti.(Public Policy) ECN

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