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Lo Spillo

Lo Spillo - di Enrico Cisnetto 15 novembre 2013

ROMA  (Public Policy) - (di Enrico Cisnetto) Continua a slittare il rifinanziamento delle missioni militari italiane all'estero per l'ostruzionismo parlamentare del Movimento 5 stelle, che nella sua perenne campagna elettorale sta facendo di tutto pur di alzare un polverone demagogico e populista su quanto è bella la pace e brutta la guerra.

Per porre fine al loro ostruzionismo i deputati pentastellati, in un emendamento presentato al governo, chiedono due cose palesemente irragionevoli. Primo: il taglio dello stanziamento destinato alla proroga delle missioni in Afghanistan. Si dirà: se sono contro, ovvio che sia così. Giusto. Peccato che da 124 milioni di spesa complessiva chiedano di scendere a 112 milioni. Ma come, tanto can-can per un taglio di solo 12 milioni? Cos'è, il dispetto di un bambino capriccioso? Ovvio pensare che la ratio di una tale richiesta sia soltanto quella di poter dire di essersi battuti per l'abbattimento delle spese militari, salvo averlo fatto per una bazzecola, che però proprio perché tale possa essere accettata dal governo. Un'operazione di facciata - voi ci concedete la chance politica, noi vi chiediamo un sacrificio solo del 10% - che sarebbe bene respingere.

Secondo: vorrebbero un piano di rientro di tutti i militari italiani presenti in Afghanistan. Anche qui, pura demagogia e filosofia della semplificazione. Ammesso (e non concesso) che l'Afghanistan non fosse affar nostro, ormai ci siamo e abbiamo preso impegni internazionali. Tra l'altro, dopo anni problematici, sembra che la situazione si stia, per quanto possibile, normalizzando. Perché fuggire proprio ora? Muovere militari da un territorio complicato non è come prendere l'automobile per una gita fuori porta, è necessario garantire la sicurezza e la fluidità del rientro. Ma soprattutto, i 5 Stelle dimenticano che siamo parte della Nato, il cui accordo fondativo all'articolo 5 prevede che "un attacco armato con un membro dell'Alleanza è da considerarsi un attacco contro tutti i membri". Ecco la vera forza di un Patto che ha permesso di sconfiggere il comunismo senza combattere e di rendere prosperi e pacifici gli ultimi 70 anni dell'Occidente.

A nessuno piace la guerra, ma è troppo semplice volere la pace nel mondo senza far nulla per ottenerla. La missione militare della Nato in Afghanistan ha prodotto l'impossibilità per i terroristi di Al-Quaeda di tornare a mettere le bombe fra i civili dell'Occidente, ha portato alla fine di Osama Bin-Laden e del regime dei talebani che uccidono le adultere per lapidazione.

Poi, certo, si può parlare dell'opportunità degli interventi in Iraq, Libia, Libano, potenzialmente in Siria e in molti altri luoghi, ma non si può fare del becero populismo su questioni tanto serie e complesse, specie quando in gioco c'è la sicurezza dei nostri militari. Anche perché la migliore politica estera è quella che non cambia al mutare di ogni governo. Si sceglie una linea e la si persegue. E poi, a dieci anni esatti dalla strage di Nassiriya, ricordare l'attentatore kamikaze in quanto "vittima", come ha fatto la deputata Emanuela Corda, evidentemente e nonostante le dovute scuse successive, dimostra che l'ostruzionismo certe volte i 5 Stelle lo hanno nel percorso che porta dalla bocca al cervello. (Public Policy)

 

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