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Lo Spillo

fisco 01 aprile 2015

ROMA (Public Policy) - di Enrico Cisnetto - Giocando si impara, e proprio da una lotteria arriva un incontrovertibile suggerimento sul problema del fisco. Perché è vero, insieme alla fattura elettronica stanno partendo diverse novità, ma, come dimostra anche la mancata approvazione dei decreti attuativi - serviranno almeno altri 6 mesi - sulla delega fiscale non c'è una strategia organica.

Un sistema fiscale come il nostro non necessita solo di qualche semplificazione o ritocco, ma di una revisione complessiva, a partire però da un principio: la cooperazione tra contribuente e fisco, fondata sulla convenienza a dichiarare spese e incassi. Prendete il 730 pre-compilato appena introdotto: innovazione attraente che però, nella realtà, potrebbe rivelarsi foriera di guai e, soprattutto, non risolve un nodo fondamentale. Infatti, il 70% delle dichiarazioni sarà incompleto, il modulo non sarà "inviato" ma dovrà essere prelevato, Caf e commercialisti avranno più lavoro e responsabilità che faranno pagare ai contribuenti, ma, soprattutto, il nuovo modulo per la dichiarazione dei redditi non aiuta a dedurre le spese.

Invece, il tanto invocato "fisco amico" consiste certamente in una semplificazione, ma anche nel vantaggio reciproco nel rapporto tra esattore e contribuente. Per esempio, in Grecia, Portogallo, Slovacchia, Malta, Cina e Taiwan ogni scontrino fiscale diventa un biglietto della lotteria, generando un contrasto di interessi tra venditore e compratore. Così, ogni volta che si compra un caffè, un vestito, un gioiello, la convenienza a evadere del primo trova un ostacolo nella convenienza dell'acquirente a certificare la transazione al fisco.

I primi segnali sono incoraggianti. In Cina, nelle aree in cui era presente una lotteria, il livello di tassazione al consumo era del 17,1% più alto rispetto alle aree con strumenti classici di lotta all'evasione, mentre il gettito fiscale totale è aumentato del 10,4%. Il contrasto di interessi dovrebbe essere la regola universale, e non solo un gioco: è la più efficace a contrastare l'evasione, come dimostrano il successo dei sistemi di Stati Uniti e Brasile.

Con regole semplici e univoche, la trasparenza fiscale deve diventare conveniente, partendo proprio dalla possibilità di poter dedurre ogni tipo di spesa dalla dichiarazione dei redditi. Ecco, mentre attendiamo ansiosi che Palazzo Chigi vada avanti sui decreti attuativi della delega fiscale, speriamo che il contrasto di interessi diventi pietra angolare di una vera riforma. Sarebbe come vincere alla lotteria. (Public Policy)

@ecisnetto

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