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Lo Spillo - Mettersi al lavoro (in modo smart e autonomo)

scuola lavoro 27 gennaio 2016

ROMA (Public Policy) - di Enrico Cisnetto - Chi ben comincia è a metà dell'opera. Il governo è al lavoro sul cosiddetto Jobs act per gli autonomi, un ddl di 22 articoli che, intervenendo su "lavoro autonomo" e "smart work", istituisce regole più moderne e una rinnovata equità tra lavoratori.

Lo strumento giusto affinché tutti i non subordinati possano uscire, almeno in parte, da indeterminatezza, confusione e situazioni penalizzanti. Per esempio, per i liberi professionisti saranno interamente deducibili (e non più al 50%) le spese assicurative per coprire i mancati pagamenti, come anche quelle sostenute per formazione e aggiornamento professionale, che spesso sono diventati obbligatori.

Inoltre, è importante la previsione per cui, in caso di malattia e infortuni superiori ai due mesi, il versamento dei contributi previdenziali sia sospeso fino a due anni. In pratica, si certifica che anche il libero professionista si può ammalare e che può perfino procreare. Si legge infatti nel ddl che "gravidanza, malattia e infortunio non comportano l'estinzione del rapporto di lavoro", anche se, purtroppo, non è ancora prevista nessuna forma di retribuzione.

Però, intanto, si stabilisce che saranno considerati abusivi i pagamenti superiori a 60 giorni, le modifiche unilaterali del contratto da parte dei committenti, la rescissione senza congruo preavviso o ogni rifiuto di stipulare gli accordi in forma scritta. Violazioni per cui il lavoratore potrà anche chiedere il risarcimento dei danni.

Ecco, mentre i rapporti di lavoro diventano progressivamente più fluidi e resilienti, è imprescindibile garantire a tutti minime garanzie, o quantomeno parità di condizioni, come si prevede con l'apertura agli appalti pubblici o la creazione di uno "sportello per gli autonomi" all'interno di ciascun centro per l'impiego.

Come dimostrano anche le norme sul "lavoro agile" (o smart work) contenute nella seconda parte del ddl, c'è infatti la consapevolezza che orari, tempi, luoghi e modalità di svolgimento del lavoro sono ormai cambiati. Incentivi fiscali e contributivi per gli incrementi di produttività - ma questa è la base - spetteranno ovviamente anche a chi lavora in modalità "smart".

I contratti collettivi, poi, "possono introdurre agevolazioni per chi intende utilizzare il lavoro agile". Così, anche per la legge oltre che nella pratica, si potrà svolgere il proprio lavoro senza postazione fissa, utilizzando a distanza le tecnologie e senza andare in ufficio, conservando però contestualmente il diritto alla tutela contro gli infortuni e le malattie professionali. Per i privati come per i dipendenti pubblici.

Bene, la base per mettersi al lavoro, in modo smart e autonomo, c'è tutta. Ora sarebbe importante proseguire altrettanto bene. (Public Policy)

@ecisnetto

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