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Lo Spillo

grillo 15 ottobre 2014

ROMA (Public Policy) - di Enrico CisnettoSe questa è democrazia... Si può anche comprendere che qualche parlamentare ignori cosa sia la "tirannide della maggioranza" di Tocqueville, ma è davvero inaccettabile che le regole delle istituzioni democratiche siano strumentalizzate per un po' di visibilità mediatica, senza peraltro un minimo di sale in zucca.

L'opposizione dei deputati del Movimento 5 stelle durante l'esame in commissione alla Camera del decreto Sblocca Italia ha, infatti, del surreale. A causa del loro sterile ostruzionismo - che incredibilmente dicono "di non aver fatto" - dalle 10 del mattino all'1,30 di lunedì notte sono stati approvati solo 3 emendamenti, mentre ieri non ne veniva esaminato nessuno. Uno stallo improduttivo proprio mentre il governo presentava una norma per avviare i cantieri bloccati dai ricorsi al Tar anche di importo superiore ai 5 milioni di euro in caso di calamità naturale, con lo scopo di iniziare i lavori che a Genova non sono stati fatti.

Così, mentre i pentastellati giocavano alla rivoluzione in commissione, oltre ai veti degli enti locali, all'estremismo ambientalista, ai mille rivoli della burocrazia, alla mancanza di finanziamenti per le infrastrutture, l'approvazione dello Sblocca Italia ha dovuto affrontare anche un blocco ortottero che svolazza in Parlamento come fosse una vetrina, solo per manifestare una presenza altrimenti politicamente eterea.

Martedì è poi arrivato il contingentamento dei tempi di discussione per ciascun gruppo e, inoltre, dalla maggioranza hanno comunicato che se anche non dovesse essere modificato in commissione, il testo lunedì arriverà comunque in aula. L'ostruzionismo grillino, insomma, ha intenzionalmente bloccato ogni miglioramento possibile di una legge complessa e delicata. Sappiano, i pentastellati, che in Parlamento sono chiamati a svolgere il ruolo di "legislatori" e, quindi, a tentare di migliorare i provvedimenti, e non solo a fare sterili opposizioni in cui si dice no a tutto e ci si ritrova con niente in mano.

Ed è un peccato che i parlamentari a 5 stelle si siano voluti isolare, discutendo di rimborsi di scontrini, di chip sottopelle o di scie chimiche, perché alla nostra classe politica una ventata di novità avrebbe fatto bene, ma solo se avesse potuto migliorare le cose, e non certo per peggiorarle. Qui invece siamo di fronte ad un plotone telecomandato a distanza da un guru e da un (ex) comico che non vuole capire che, in democrazia, quando non si ha la maggioranza, si deve accettare il compromesso pur di ottenere qualcosa. (Public Policy)

@ecisnetto

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