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Nuovi arrivi al Senato: il ddl sulle lobby degli ex M5s

05 novembre 2014

ROMA (Public Policy) - Istituire presso la presidenza del Consiglio un Comitato per il monitoraggio dei 'lobbisti', con un apposito Registro al quale i rappresentanti di interessi dovranno iscriversi per poter svolgere la propria attività. E ancora: creazione di una banca dati contenente le proposte normative presente dai parlamentari e "promosse" dalle lobby.

Sono queste le norme principali contenute del ddl Lobby - a firma dei senatori ex M5s, Alberto Luis Orellana e Lorenzo Battista (ora al Misto nella componente 'Italia lavori in corso') - presentato in commissione Affari costituzionali al Senato.

Il disegno di legge prevede che chiunque voglia svolgere attività di lobbying dovrà iscriversi al Registro. Allo stesso obbligo saranno sottoposte anche le società - si legge "che hanno uno o più dipendenti preposti a tenere i rapporti con i decisori pubblici".

IL COMITATO: DURATA MASSIMA 4 ANNI Il Comitato, che sarà composto di cinque membri (scelti tramite concorso) e un presidente, che rimarranno in carica per 4 anni, dovrà "garantire la pubblicità dei contenuti del registro nell'ambito di una sezione dedicata e accessibile del proprio sito internet istituzionale, anche attraverso la pubblicazione e l'aggiornamento periodico dei dati comunicati dai rappresentanti di interessi".

ISCRIZIONE AL REGISTRO: CODICI IDENTIFICATIVI LOBBISTI Nel registro dovranno essere indicati, oltre ai dati personali del lobbista, anche "l'interesse specifico rappresentato" e le "risorse economiche e umane di cui dispone per lo svolgimento dell'attività". Tra i requisiti per essere ammessi all'iscrizione: l'assenza di condanne passate in giudicato per reati contro lo Stato, la Pubblica amministrazione, la giustizia, l'ordine pubblico, il patrimonio, la persona e la pubblica fede. Con l'iscrizione ai lobbisti sarà assegnato un codice identificatico personale medialte il quale sarà possibile accedere alle sezioni riservate dei siti internet della Pubblica amministrazione.

BANCA DATI CON LE PROPOSTE PARLAMENTARI SULLE LOBBY Sempre presso il Comitato di Palazzo Chigi, dovrà essere creata - entro 180 giorni dall'approvazione del ddl - una banca dati in cui saranno inseriti "gli schemi di provvedimenti normativi - si legge - in corso di predisposizione da parte dei decisori pubblici (del Parlamento o del governo; Ndr)". Le proposte dovranno contenere, in particolare, informazioni circa il "referente" della lobby interessata e le "finalità" del provvedimento".

COSA POSSONO FARE I LOBBISTI I rappresentanti d'interessi - secondo la proposta - potranno presentare i parlamentari e ai membri del governo "proposte legislative, richieste, suggerimenti, studi, ricerche, analisi, memorie scritte o qualsiasi altra documentazione relativa all'interesse rappresentato" in modo che "sia chiaramente imputabile la provenienza". Inoltre, con la regolamentazione le lobby potranno partecipare in modo 'trasparente' anche "alle attività di analisi dell'impatto della regolamentazione" sugli atti del governo (come decreto ministeriali e altri atti normativi del governo).

Infine, entro il 28 febbraio di ogni anno gli iscritti al registro dovranno comunicare, per via telematica, una relazione sull'attività svolta nell'anno precedente con l'elenco "dettagliato" delle attività di rappresentanza, l'elenco dei parlamentari o membri del governo con cui l'attività si è svolta e l'elenco delle risorse economiche impiegate. (Public Policy)

SOR

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