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Lobby, la nuova versione del registro Ue per la trasparenza

Lobby 27 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Arriva la una nuova versione del registro dell'Ue per la trasparenza, frutto del lavoro congiunto della Commissione e del Parlamento europeo. Questa "seconda generazione" del registro attua le disposizioni dell'Accordo interistituzionale riveduto sottoscritto ad aprile 2014 dal Parlamento europeo e dalla Commissione.

Il nuovo sistema, si legge in una nota della Commissione Ue, "cambia le modalità di dichiarazione delle risorse umane che svolgono attività di lobby; richiede informazioni supplementari sulla partecipazione a comitati, forum, intergruppi e strutture analoghe in seno all'Ue e sui fascicoli legislativi attualmente seguiti; estende a tutte le entità registrate l'obbligo di dichiarare i costi stimati relativi a tali attività".

Altre novità sono: una procedura semplificata di "allerta e denuncia" che consente di "esercitare un controllo più rigoroso sulle informazioni potenzialmente fuorvianti e di trattarle in modo più efficiente; e nuovi incentivi per incrementare l'efficacia della registrazione, come l'obbligo di registrarsi per chi desidera incontrare membri della Commissione, membri di gabinetto e direttori generali e per tutte le organizzazioni che intendono prendere la parola nelle audizioni del Parlamento europeo".

IL CONTESTO Le disposizioni adottate danno attuazione obbligatoria a un accordo sottoscritto ad aprile 2014. La Commissione Juncker intende comunque presentare proposte proprie, nel 2015, per istituire un registro obbligatorio dei lobbisti che copra la Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio. L'elaborazione di questa proposta è sotto la responsabilità del primo vicepresidente Frans Timmermans.

Il 25 novembre 2014 la Commissione Juncker ha adottato due decisioni sull'obbligo di pubblicare informazioni sulle riunioni di membri della Commissione, membri dei loro gabinetti e direttori generali con organizzazioni e liberi professionisti. Juncker ha anche chiarito che tali riunioni in via di principio dovrebbero essere aperte esclusivamente alle organizzazioni e ai professionisti iscritti nel registro per la trasparenza. (Public Policy) GAV

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