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"L'UE SCARICA SUI CIPRIOTI IL PESO DELLA CRISI" /INTERVISTA

img1024-700_dettaglio2_Cypro-crisi 20 marzo 2013

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(Public Policy) - Bruxelles, 20 mar - (di Daniela Sala) Il
Parlamento cipriota ha votato ieri, martedì, il piano che
prevede un prelievo forzoso sui conti correnti. Il partito
di governo si è astenuto, nessuno ha votato a favore e la
misura è stata bocciata. Antigoni Papadopoulou è
un'eurodeputata cipriota del Democratic Party, partito di
minoranza della coalizione governativa e che ha votato
contro.

D. IL VOSTRO PARTITO È NELLA MAGGIORANZA DI GOVERNO E HA
VOTATO NO AL PIANO. PERCHÉ E COSA VI ASPETTATE ORA?
R. Il desiderio dei cittadini ciprioti è di rimanere
all'interno dell'Ue: abbiamo affrontato molti sacrifici per
entrare a farne parte e vogliamo tuttora farne parte. Credo
però che l'Europa si trovi ad un crocevia fondamentale:
c'era la necessità di riflettere più attentamente su questa
misura, invece è stata presa una decisione a tarda notte ed
è una decisione scorretta e controproducente.

D. IN CHE TERMINI?
R. L'Ue ha preso una decisione che scarica sui cittadini il
peso della crisi e che non potevamo accettare proprio perché
intacca ingiustamente i diritti dei privati.
Inoltre l'austerità non è la soluzione adatta per i paesi
del Sud Europa: la povertà è aumentata e questa manovra
produrrebbe solo maggiore disoccupazione. La differenza tra
le nostre economie e la Germania si è approfondita e noi
rifiutiamo che i tedeschi continuino a decidere per noi e
che l'Europa ci minacci con una misura del genere.

D. SIETE DISPONIBILI A RINEGOZIARE L'ACCORDO CON LA
'TROIKA'?
R. Certamente. Il problema però è che non ci è stato dato
il tempo per implementare le riforme stabilite dal
memorandum di dicembre (l'accordo su risanamento, conti
pubblici e riforme strutturali siglato con la Troika, Bce,
Commissione Ue, Fmi, per dare il via al pacchetto di aiuti
da 17,5 miliardi richiesto da Nicosia, Ndr). L'Europa deve
capire che è necessario rispettare la volontà dei popoli.

D. MA SE L'AUSTERITÀ NON È LA RISPOSTA, QUAL È
L'ALTERNATIVA?
R. Ci aspettavamo solidarietà dai colleghi europei e invece
siamo stati accusati ingiustamente di riciclare nelle nostre
banche denaro sporco proveniente dalla Russia. È chiaro che
questa misura è stata presa anche con l'intento di colpire i
conti dei cittadini russi.(Public Policy)

DSA

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