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M5S, CAMPANELLA SU VENDOLA: NON SO SE È SCHERZO, AL TELEFONO SEMBRAVA LUI

19 marzo 2013

(Public Policy) - Roma, 19 mar - Francesco Campanella del
Movimento 5 stelle controreplica a Nichi Vendola che ha
sostenuto di non averlo mai chiamato per offrirgli "una
sponda" nel caso venisse espulso dal M5s.

"Apprendo - scrive Campanella sempre su Facebook - che
Vendola dichiara di non avermi mai chiamato. Ho ricevuto da
un 'numero privato' lunedi 18 una telefonata di una donna
che mi chiedeva di potermi passare al telefono il
'presidente Vendola' dopodichè al telefono ho parlato con un
uomo con la stessa cadenza e le stesse caratteristiche di
pronuncia che avevo sentito in televisione all'onorevole
Vendola. Il contenuto della chiamata l'ho sintetizzato
prima".

"Alla telefonata - aggiunge - ricevuta mentre ero riunito
coi miei colleghi ho chiesto loro di assistere.
Non sono uso ad esser fatto segno a scherzi telefonici e non
frequento Vendola quindi ho ritenuto reale la telefonata in
relazione ad approcci riferiti da altri colleghi da parte di
politici riferibili ad altri partiti della maggioranza.
Questi i fatti all'origine del mio post".

"Mi farebbe piacere - scrive Campanella - essere sicuro che
la telefonata fosse uno scherzo, nè avrei piacere ad
attribuire ingiustamente ad alcuno un comportamento
politicamente scorretto. Purtroppo non conosco il modo per
verificarlo. Aggiungo che contrariamente a scherzi di tema
analogo, non è, fino ad ora, stato reso pubblico sui media e
ciò può avermi indotto in errore. Rimango a disposizione
dell'onorevole Vendola, per i chiarimenti ulteriori che
dovesse ritenere necessari".

Lo scontro a distanza nasce da un post di ieri sera dello
stesso Campanella che aveva raccontato su Facebook di essere
stato "chiamato da Vendola. Mi ha fatto i complimenti per la
mia scelta su Grasso e mi ha manifestato disponibilità ad
accogliermi nelle fila della maggioranza laddove Grillo mi
cacciasse". Dopo due ore, sempre ieri sera e sempre su
Facebook, era arrivata la smentita di Vendola, che suonava
così: non lo conosco, deve essere stato vittima di uno
scherzo, farnetica.

"Mi chieda scusa - aveva aggiunto il leader di Sel -
altrimenti lo porterò in tribunale, dove dovrà risarcirmi
per una diffamazione così ridicola e patetica. Non sono un
venditore né un compratore di onorevoli senza onore".
(Public Policy)

VIC

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