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M5S, CAPOLISTA TOSCANA: PRIMA COSA IN PARLAMENTO? TRASPARENZA SUL COMPENSO

11 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 11 dic - (di Viola Contursi) Classe
1976, di Mazara del Vallo, trapiantato a Firenze dove fa
l'avvocato, Alfonso Bonafede è il capolista del Movimento 5
Stelle in Toscana, scelto con le "parlamentarie" della
scorsa settimana. A Public Policy racconta di essersi
avvicinato al Meet-up di Firenze nel 2006, di essere stato
candidato sindaco nel capoluogo toscano nel 2009 per il
Movimento e da quell'anno è portavoce del M5S di Firenze.

Racconta che se dovesse essere eletto in Parlamento
continuerebbe ad agire sentendo prima di tutto la base, i
militanti, attraverso il web. La prima cosa che farebbe una
volta varcata la porta di Montecitorio? "Pubblicare il mio
compenso". Ma prima "un sondaggio per vedere se i cittadini
sono d'accordo, altrimenti sarebbe la seconda cosa".

D. PERCHÉ TI SEI AVVICINATO AL MOVIMENTO 5 STELLE?
R. Sono entrato nel Movimento nel 2006 e il principio che
mi ha spinto ad avvicinarmi era ed è l'idea che ciascun
cittadino abbia la possibilità di contribuire alle scelte
che lo riguardano. L'idea che i cittadini possano farsi
parte attiva della politica, senza condizionamenti, ma
unicamente perseguendo gli interessi della collettività.

D. IN COSA IL M5S DI PUÒ DISTINGUERE DAGLI ALTRI PARTITI?
R. La prima cosa che il Movimento 5 Stelle sta già
cambiando è il modo di fare politica. Oggi gli argomenti di
cui il M5S parlava già quattro anni fa, come il risparmio,
le istituzioni, i temi ambientali, l'ecologia, le leggi
anticorruzione, ora si impongono nel dibattito quotidiano
della politica. Eppure quattro anni fa venivano cestinati
come demagogia e populismo.

Ecco questo può cambiare il nostro Movimento e sta cambiando:
la politica sarà migliore se a farla sono i cittadini in prima persona,
che basano il dibattito e le proposte sulla vita reale, senza
condizionamenti e senza leggi ad personam, che ci sono da
una parte e dall'altra.

Il nostro Movimento inoltre è stato il primo ha far
scegliere la lista dei candidati agli elettori. I partiti
dicono tanto che l'attuale legge elettorale è una porcata,
ma ci hanno sguazzato per tutti questi anni, con 5 segretari
che sceglievano tutti i candidati in Parlamento. Inoltre
nelle nostre liste il 50% sono donne: e non sono quote rosa,
ma persone scelte dalla gente. Donne che entrano in politica
perché la gente le vuole e non per 'gentile concessioni' di
uomini che decidono di dare loro una 'quota'.

D. RIFORMA FORNERO, GIUSTA? COME L'AVRESTI FATTA?
R. Non sono d'accordo con la riforma Fornero. Il risultato
è socialmente ed economicamente non accettabile. E non parlo
solo della questione degli esodati, che trasforma
l'ingiustizia della legge in drammatica barzelletta che
ancora ci racconteremo tra vent'anni. Per quanto riguarda
come l'avrei fatta io, non posso rispondere ora perché
aspetto di entrare in Parlamento e vedere materialmente i
conti dello Stato, per poi ragionare sulla soluzione,
insieme con la base del Movimento, sentendo cosa ne pensano
i militanti.

Il mio principio di certo è quello per cui anche le
pensioni devono subire dei cambiamenti secondo parametri di
giustizia ed equità. In Italia ci sono delle pensioni che
superano la soglia del concepibile e altre che invece sono
sotto una soglia minima. Poi c'è la famosa classe '52 che
allo stesso modo è stata penalizzata oltre il concepibile.

Ecco io penserei a un tetto massimo, che premi in modo
congruo la vita lavorativa delle persone, ma non costituisca
un premio anche alle successive quattro generazioni.

D. DECRETO ILVA, IL GOVERNO HA FATTO LA MOSSA GIUSTA?
R. A mio parere personale il decreto salva-Ilva è indecente
perché non risolve il problema nè da un punto di vista della
tutela della salute nè da quello del lavoro. Condivido ciò
che ha scritto Beppe Grillo sul suo blog in merito a ciò che
si dovrebbe invece fare: risanare gli impianti utilizzando
la manodopera impiegata, a spese dei Riva; riprendere la
produzione solo dopo la bonifica; costringere i Riva a tutte
le spese mediche per gli ammalati e al rimborso delle
famiglie delle vittime.

I Riva si rifiutano? Bene, allora si fa l'esproprio dei
loro beni per coprire tutti questi costi. Questa comunque è
la mia opinione personale, se mi trovassi in Parlamento mi
farei portavoce dei cittadini, di ciò che emerge dal blog
del Movimento. E non di gente che scrive in chat, ma dei
militanti che sono iscritti al blog.

D. QUALE SARÀ IL MODUS OPERANDI DI UN 'PORTAVOCE' DEL M5S
IN PARLAMENTO?
R. Il nostro modus operandi sarà individuare le direttrici
fondamentali che ci sono state segnalate dai cittadini,
attraverso un'opera continua di trasparenza
che punta a mostrare delle istituzioni tutto quello che può
essere di interesse pubblico.

C'è un programma, e in base a quello faremo le proposte di legge.
E poi ci sarà il confronto continuo in Rete con gli iscritti che ci
segnaleranno quali proposte portare in Parlamento.
Noi dobbiamo essere il veicolo di una parte dei cittadini
dentro le istituzioni.

D. CI SONO STATE MOLTE POLEMICHE SULLA DEMOCRAZIA INTERNA,
CHE NE PENSI?
R. Il mio è un giudizio franco: si sta parlando del nulla e
gliel'ho detto anche a Favia. Non comprendo quale sia il
motivo di una critica alla fine priva di ogni fondamento.
Una delle dimostrazioni che democrazia interna c'è, sono io:
sono venuto da Mazara del Vallo a Firenze, il gruppo mi ha
candidato a sindaco di Firenze senza conoscere Grillo e
senza che Grillo sapesse chi fossi.

Dal 2009 ad oggi, e sono il portavoce del Movimento a
Firenze e capolista in Toscana, non ho mai ricevuto una
telefonata di direttive da Grillo e lui non ha mai dato
indicazioni di voto. Un problema di democrazia interna
quindi non c'è. Poi che Grillo ogni tanto una decisione la
debba prendere, è ovvio, visto che ci sono tre regole, e nel
seguirle siamo rigidi. E meno male.

D. DIVERSI HANNO ANCHE CRITICATO IL VOSTRO RAPPORTO CON LA
STAMPA
R. Il nostro rapporto con la stampa è ottimo. Ma in questi
anni ho visto lo schifo, con interviste che uscivano a metà,
con parti intere di discorsi completamente tagliati. Io
comunque continuo con piacere a rispondere ai giornalisti
che mi vogliono fare delle domande. Discorso a parte invece
per i talk show. Perché abbiamo criticato per anni il modo
di fare talk show in Italia: programmi in cui si fa
chiacchiericcio sul nulla e in cui il M5S non veniva mai
preso in considerazione.

E poi che facciamo, dopo averli tanto criticati, ci
andiamo? Se lo facciamo non facciamo la differenza, ci
uniamo solo al salottino e diventiamo incoerenti. Favia e la
Salsi, ad esempio, erano arrivati ad andare da tutti.
Discorso a parte per Pizzarotti che li sceglieva con
intelligenza per parlare della sua Parma.

D. QUAL È LA PRIMA COSA CHE FARESTI SE ENTRASSI IN
PARLAMENTO?
R. La domanda è difficile. La prima cosa che vorrei fare è
immediatamente mettere online quello che guadagnerò in
maniera chiara e pulita. Prima cosa e da fare
immediatamente, così che la gente possa verificare che
guadagnerò quanto previsto, ovvero circa 5mila euro lordi al
mese. Ma prima di fare questo, verificherò se la gente
apprezzerà questa mia scelta, tramite sondaggi. Se non sarà
così, la prima cosa che farò sarà quella che mi diranno
loro, e la pubblicazione del compenso sarà la seconda.
(Public Policy)

VIC

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