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M5s, Di Stefano a Merate scopre che "rapporto immigrati/emigrati è uno a uno"

immigrazione 25 settembre 2014

roma (Public Policy) - "Questa mattina mi trovavo a Merate ed entrando all'ufficio comunale ho trovato questo foglio alla parete. Un normale censimento dei movimenti demografici. Così mi sono soffermato a leggere i dati e mi hanno colpito particolarmente. I primi sono, purtroppo, tipici del nostro Paese, scarsissima natalità e bassissimo numero di nuove famiglie (politiche sociali inadatte al XXI secolo?). Il dato preoccupante è invece l'ultimo. Il rapporto immigrati/emigrati è sostanzialmente uno a uno".

Lo racconta sulla sua bacheca Facebook il deputato del Movimento 5 stelle, Manlio Di Stefano, postando una foto del foglio in questione. "In pratica - si legge ancora - esportiamo i nostri giovani, spesso formati e pluri-laureati, e importiamo manodopera a basso costo e spesso non istruita. Il risultato è terrificante per l'economia italiana. Tra le spese sociali, infatti, c'è il comparto formazione, i soldi che lo stato spende per formare i giovani, un tale abbandono si traduce direttamente in mancanza di personale altamente qualificato fornendo, di contro, un esercito di personale che abbassa drasticamente il livello qualitativo".

Di Stefano continua: "A ciò si unisce il dramma del lavoro sommerso, una moltitudine di disperati che accettano qualsiasi lavoro per andare avanti. Così assistiamo allo sfruttamento dei migranti nei campi di arance calabresi o per raccogliere pomodori ecc ecc, lavori pagati pochi euro al giorno che uccidono il mercato creandone, di fatto, uno parallelo fuori dalle possibilità di chi, invece, tiene standard alti in termini di gestione del personale".

Il deputato 5 stelle passa poi alle (sue) soluzioni: "Occorrono misure urgenti di riduzione fiscale sulle imprese, serve investire pesantemente sulle start-up e aziende innovative (gli Usa solo nel 2013 hanno investito 1 miliardo di dollari sull'artigianato 3D), serve snellire le procedure burocratiche per accedere ai finanziamenti e potersi avviare nel mercato della piccola imprenditoria, occorre eliminare qualsiasi tassa sulle giovani aziende di pochi dipendenti".

"Va garantito alle giovani coppie - conclude Di Stefano - il sostegno necessario per scegliere di avere un figlio, oggi non è solo un problema economico ma anche di gestione del tempo, servono in tal senso nidi aziendali e part-time ben retribuiti come avviene in Francia e Austria. Un governo che, non solo non va in questa direzione, ma si manifesta per la scelta nei ruoli chiave dei soliti volti noti della decennale gerontocrazia parlamentare, ci porterà al definitivo tracollo".

LA RISPOSTA DEL COLLEGA DI SEL: INCOMMENTABILE "Giuro che non capiterà più che io condivida uno stato del deputato" del Movimento 5 stelle Manlio "Di Stefano. Ma questo merita. Senza necessità di commento". Lo scrive su Facebook, postando lo stato del collega 5 stelle, il deputato di Sel Giovanni Paglia.

Una volta condiviso il post, però, Paglia non si è limitato a definirlo incommentabile, ma ha aggiunto, in risposta a un commento poco sotto: "Gli emigrati e immigrati dei comuni sono quelli che hanno cambiato residenza. Cioè per il 99% parliamo sempre di italiani". (Public Policy)

GAV

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