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M5S, GRUPPO SENATO SI DIVIDE SU POST MESSORA E SU CONSULTAZIONE ATTIVISTI

orellana 03 settembre 2013

M5S, SENATORI DIVISI IN GRUPPI PER DISCUTERE DELLE VOCI SU ALLEANZA CON IL PD

Per approfondire: 

CITTADINI, IL DIALOGO NON SIA UN TABÙ

(Public Policy) - Roma, 3 set - "Ho chiesto spiegazioni a
Claudio Messora (responsabile dello staff comunicazione M5s
del Senato; Ndr) per il post che ha pubblicato nel suo blog
(www.byoblu.com; Ndr). Per me è assurdo che una persona
stipendiata dal gruppo si permetta di scrivere certe cose.
Non è accettabile".

Interviene così il senatore 5 stelle Luis Alberto Orellana
- durante l'assemblea 5 stelle di oggi a Palazzo Madama - in
merito al post pubblicato da Claudio Messora sul suo blog il
22 agosto scorso dove in conclusione aveva scritto: "Nessuno
giochi al piccolo onorevole. Nessuno pensi a nuovi
compromessi storici. Nessuno creda di salvare se stesso. Qui
si governa o si muore. Tutti insieme".

A rispondere a Orellana la deputata Paola Taverna che ha
detto: "Mi sarei offesa se Messora nel suo post avesse
scritto 'piccolo cittadino' invece che 'piccolo onorevole'.
Quando Messora scrive di 'non giocare' mi sento onorata".
"Ricordo - ha aggiunto - che Messora non è un dipendente
del gruppo 5 stelle ma dei cittadini italiani, perché i
soldi che abbiamo a disposizione per i nostri collaboratori
non sono frutto della nostra attività imprenditoriale ma
sono dei cittadini. Chi parla di 'dipendente' può andare a
fare l'imprenditore e lasciare il posto da senatore". E ha
concluso: "Chi non si riconosce più in quelli che sono
obiettivi chiari del Movimento 5 stelle può sempre andare a
fare politica altrove".

Sulla questione ha preso la parola anche il senatore Carlo
Martelli: "Personalmente - ha detto - non gioco al piccolo
parlamentare, però Messora ha detto la verità su chi in
questo momento gioca a fare l'onorevole, cosa che tra
l'altro abbiamo sempre detto di non voler essere. Siamo,
infatti, dei cittadini che ne rappresentano altri in
Parlamento. Se qualcuno si è sentito offeso dal post vuol
dire che ha la coda di paglia. Per questo si è sentito
colpito".

Sulla comunicazione con i
media - altro tema in discussione nel gruppo - Martelli ha
aggiunto: "Abbiamo votato mesi fa sulla questione e avevamo
deciso che solo il capogruppo poteva rilasciare interviste
politiche, agli altri spettano solo le interviste tecniche
sui lavori parlamentari. Ma a questo punto possiamo fare
nomi e cognomi di chi ha fatto il contrario".

Martelli ha poi parlato di alcune conversazioni tra i
senatori 5 stelle avute tramite WhatsApp (un'applicazione di
instant messaging): "Non leggete quello che volete nei post
di Grillo, c'è chi è convinto che Grillo abbia scritto in
uno dei suoi post che bisogna andare a rivotare con il
Porcellum, ma nel post io ho letto tutt'altro. Nei nostri
messaggi ho invitato alcuni di noi a spiegarmi dove
leggevano questa cosa ma non ho ricevuto risposta. Perché si
nascodono dietro al telefono?". E ancora: "Chi scrive
insulti ad altri di noi tramite WhatsApp abbia il coraggio
di farlo anche ora in streaming senza fingere chiedendo come
sono andate le vacanze".

A tornare sulla questione più volte dibattuta dai 5 stelle
- quella di consultare gli attivisti del Movimento
attraverso una piattaforma online - è stato Luis Alberto
Orellana che ha detto: "Chi l'ha promessa ora deve
concretizzarla e allo stesso tempo mi chiedo: chi sono
coloro che se ne occupano?".

A rispondere a Orellana è stata sempre Paola Taverna: "Cosa
volete sapere dagli attivisti? Se sono d'accordo o meno sul
nostro appoggio al Pd o al Pdl? Perché dobbiamo chiedere ai
nostri elettori se hanno cambiato idea rispetto al nostro
impegno iniziale? Ci hanno votato perché abbiamo sempre
detto mandiamoli tutti a casa. Ci hanno dato fiducia perché
abbiamo promesso che avremmo messo da parte gli attori che
hanno distrutto questo Paese". (Public Policy)

SOR

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