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M5S, RIZZETTO: COLLABORAZIONE IN PARLAMENTO CON CHI HA DETTO 'NO' A MARINI

m5s 18 aprile 2013

Senato - seduta inaugurale XVII legislatura

INTERVISTA AL DEPUTATO DEL MOVIMENTO 5 STELLE WALTER RIZZETTO
(Public Policy) - Roma, 18 apr - (di Sonia Ricci) Quando si
sbloccheranno le commissioni permanenti collaboreremo con
quanti del Pd e di Sel oggi dicono 'no' a Franco Marini,
"all'inciucio tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi".

Walter Rizzetto del Movimento 5 stelle è uno dei pochi
parlamentari che questa mattina sono usciti dalla Camera,
mentre si svolgeva la prima votazione per eleggere il capo
dello Stato, per aderire alla protesta che da stamattina
viene portata avanti in piazza Montecitorio.

"No a Marini, vogliamo Stefano Rodotà", chiedono infatti
numerose persone radunate in piazza. "Condivido ciò che
stanno dicendo", dice Rizzetto a Public Policy: "Qui -
continua - non ci sono soltanto elettori del Movimento 5
stelle, ma anche del Pd e del Pdl. Nel 2013 non dobbiamo più
guardare le bandiere, ma prestare attenzione a queste
persone che a gran voce gridano il nome di Stefano Rodotà".

D. PERCHÉ È QUI CON LORO?
R. Sono sceso in piazza perché la politica deve tornare a
essere questo. Non dobbiamo essere blindati dietro un
palazzo ma dobbiamo tornare con la gente in piazza. Queste
presenti qui sono persone di valore, durante un giorno
lavorativo sono venuti qui a manifestare per il loro
candidato.

D. DICONO "MARINI INCIUCIO CON IL PDL", LE COSA PENSA?
R. Questo è lapalissiano. Marini è il nome dell'inciucio
tra Pier Luigi Bersani e Silvio Berlusconi, propedeutico
alla formazione di un nuovo governo.

D. IL PD HA DECISO DI NON VOTARE RODOTÀ. QUAL È LA PAURA DI
BERSANI?
R. Non lo so, ma probabilmente Rodotà non si farebbe
garante rispetto al centrodestra. Bersani è stato messo
sotto scacco dal centrodestra che chiedeva garanzie. Ma il
segretario Pd non ha voluto dialogare con il Movimento 5
stelle.

D. RODOTÀ POTREBBE PERÒ AFFIDARE A VOI L'INCARICO DI
GOVERNO, FORSE È QUESTO CIÒ CHE TEME IL PD.
R. È un discorso a latere rispetto all'elezione del capo
dello Stato. Stiamo vivendo un momento di altissimo profilo
istituzionale, tutto quello che viene dopo si discuterà in
seguito. Siamo in stallo, è chiaro, e un governo si deve
fare, ma non riesco proprio a immaginare il perché della
scelta politica fatta dal Pd.

D. E CON I PARLAMENTARI DEL PD (MA ANCHE DI SEL) CHE SI
SONO DETTI CONTRARI ALLA SCELTA DEL SEGRETARIO PRENDERETE
CONTATTI?
R. In realtà no. Abbiamo però preso atto che ci sono delle
persone di buon senso nel Pd che ritengono incandidabile il
nome di Marini e che ritengono molto più adeguato il nome
che abbiamo proposto noi. Sanno benissimo che la scelta di
Bersani è un accordo prima di tutto politico con il
centrodestra. Non sono sciocchi.

D. CON QUESTE PERSONE SARESTE DISPOSTI A LAVORARE PER LA
FORMAZIONE DI UN GOVERNO?
R. Abbiamo sempre detto 'no' alla fiducia targata Governo
Bersani. Quando però si sbloccheranno le commissioni
permanenti collaboreremo anche con queste persone, indicando
le idee giuste e quelle sbagliate. Questo è il lavoro che
abbiamo in mente di fare.

D. PERÒ È STATO PROPRIO GRILLO A CHIEDERE A BERSANI
L'APPOGGIO A RODOTÀ E LA RINUNCIA DEI RIMBORSI ELETTORALI IN
CAMBIO DI UNA "POSSIBILE" COLLABORAZIONE.
R. Nell'antichità i miracoli sono successi e secondo me
hanno una ciclicità di 2mila anni, quindi tutto potrebbe
succedere. Noi però non possiamo e vogliamo votare la
fiducia se non a un governo 5 stelle. In Italia il
bipolarismo non esiste più. Siamo in tre che abbiamo
ottenuto tra gli otto e i nove milioni di voti, il prossimo
presidente della Repubblica faccia scelte lungimiranti.

D. AVETE DECISO DI ELEGGERE IL VOSTRO CANDIDATO ONLINE,
NONOSTANTE OGNUNO DI VOI RAPPRESENTI MOLTI PIÙ VOTI DI
QUELLI PRESI DA RODOTÀ. PERCHÉ AVETE DECISO DI NON SEGUIRE
LE REGOLE COSTITUZIONALI?
R. È un inizio di democrazia diretta che noi vorremmo
riproporre anche in futuro. Chi si impegna e vota ha
ragione, poi c'è a chi non interessa la scelta e rimane
passivo. Dobbiamo affidarci agli elettori e anche a quelli
che sono tornati ad esprimersi con le Quirinarie. (Public
Policy)

SOR

M5S, CURRO: DAL PD CI ASPETTIAMO UN SUSSULTO DI DIGNITA'. ORA TOCCA A LORO
(Public Policy) - Roma, 18 apr - "Un sussulto ulteriore di
dignità" è quello che si aspetta dal Pd Tommaso Currò,
deputato del M5S, al termine della prima votazione per
l'elezione del nuovo capo dello Stato: 521 voti a Franco
Marini, 240 a Stefano Rodotà candidato dei 5 stelle.

"Auspico una convergenza con il Pd - afferma fuori dal
palazzo Currò - anche se riconosco che ci saranno difficoltà
in questo senso. Un passo in avanti già è stato fatto, serve
uno scatto ulteriore. Rodotà ha ottenuto una ottantina di
voti in più, rispetto a quelli arrivati dal movimento. Mi
sembra che si possa profilare l'inizio di qualcosa di
importante".

Governo insieme al Pd se i democratici votano Rodotà?
chiede un cronista.

E il deputato 5 stelle risponde: "Apertura del Movimento
alla politica prima di tutto. Quello che si è fatto è un
gesto nobile, dopo che l'opinione pubblica aveva percepito
un arroccamento da parte nostra. Anche Beppe Grillo ha avuto
uno slancio e noi stessi abbiamo convenuto di farci
promotori di una iniziativa che guarda ad un rapporto
rinnovato con le altre forze politiche, che ridona alla
politica quella nobiltà persa".

Aspettate un segnale dal Pd quindi? "Adesso il Partito
democratico soprattutto le giovani leve devono avere un
sussulto di dignità, che già penso sia avvenuta in questa
prima tornata e far sì che Rodotà diventi il presidente di
tutti gli italiani".

Forse i democratici non si fidano più tanto di voi, o no?
"C'è una diffidenza di base - ammette Currò - abbiamo fatto
un primo passo che per noi è stato già uno sforzo
propositorio, ora tocca a loro. Solo così porteremo il Paese
verso una nuova era". (Public Policy)

FEG

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