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M5S, SU TOTO-NOMI MAGGIORANZA PER IL NO, MA "RISCHIAMO CREDIBILITÀ" /RETROSCENA

418917_348058668639537_1996534306_n 04 aprile 2013

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(Public Policy) - Roma, 4 apr - (di Sonia Ricci) Che fate,
vi ribellate? "No. Ma tutti abbiamo una testa e pensiamo
autonomamente. Il punto è come si arriva ad una sintesi; il
Movimento 5 stelle ha questa strana 'malattia' di voler
decidere la linea politica a maggioranza. La minoranza
contraria si attiene alle decisioni. Punto".

Risponde così un esponente del Movimento 5 stelle (che chiede
l'anonimato), uno dei tanti (un terzo: circa 45 su 140) che
martedì sera durante la riunione congiunta dei parlamentari
5 stelle a Montecitorio ha votato per il "sì", ovvero perché
venissero fatti dei nomi per un possibile governo a 5
stelle.

Ma siccome la maggioranza ha deciso per il 'no', gli altri
- come spiega sul suo blog la deputata Mara Mucci - non
hanno potuto fare altro che "accettare la decisione". Mucci
ha comunque spiegato le ragioni che l'hanno portata a votare
'sì': "Credo sia giunto il momento di fare una reale
proposta di governo attraverso una serie di personalità a
noi gradite. Questa linea sarebbe coerente con l'attesa dei
nostri elettori che ritengono giusto influenzare le scelte
della politica".

Anche Tancredi Turco, deputato veneto, è sulla stessa
linea: "Ho votato per il sì - spiega a Public Policy -
perché credo che proporre dei nomi per un governo M5s possa
darci più credibilità. Alla fine gli elettori ci hanno
votato anche per questo". Ma è solo una questione di
credibilità? "Se il presidente Napolitano dovesse dare a noi
l'incarico, ipotesi che non escludo, dovrà essere il Pd ad
accordarci la fiducia. Ma su che base dovrebbe farlo? Solo
sul programma?".

"Certo non c'è solo la
credibilità del nostro progetto politico - prosegue Turco -
ma c'è anche un problema di ordine pratico. Nel caso
dovessimo formare un esecutivo mica possiamo scegliere e
contattare le persone in 24 ore. Le sembra fattibile? Per me
no".

Stessa motivazione arriva da un altro deputato del
movimento che spiega di aver votato a favore del toto-nomi
solo per una "questione pratica". Se, come chiede a gran
voce il M5s, l'incarico venisse affidato a loro "credo che
dovremmo farci trovare pronti, sapere chi vogliamo mettere e
dove. Le persone si devono prima contattare per sapere se
accettano l'incarico. Ricercarli in fretta in furia non
avrebbe senso".

Ma poi chi sarà a scegliere i ministri e il presidente del
Consiglio, la rete? "Questo non lo so - continua il
parlamentare - secondo me dovrebbe essere l'assemblea dei
deputati e senatori del movimento a scegliere queste
personalità. Gli elettori 5 stelle ora sono chiamati a
votare il loro candidato al Quirinale. Per il governo mi
sembra prematuro".

L'ultimo "dissidente" in ordine di tempo è il deputato
Tommaso Currò, che oggi in un'intervista alla Stampa è
apparso abbastanza categorico, non accettando la chiusura al
Pd imposta dall'assemblea 5 stelle e dal leader Beppe
Grillo (qui per leggere le reazioni). "Non mi ribello. Ragiono.
È surreale - dice Currò - che 163 persone si muovano per
andare incontro a una sola (domani è previsto, fuori Roma,
un incontro tra gli eletti 5 stelle e Grillo; Ndr).
Venga lui da noi. Qui. In Parlamento. Saremo felici di confrontarci".

Currò nell'intervista ha ribadito la sua posizione ("ormai
nota", dicono dal M5s) che "serve un confronto con il Pd.
Non credo che il movimento sia pronto a governare da solo,
bisogna avere la forza di riconoscerlo".

Più pacati i toni di Mucci e Turco che unanimi accettano la
volonta della maggioranza, "chi non è d'accordo si adegua",
dice Turco, ma per entrambi la questione non è chiusa: "Non
è un no in assoluto a fare nomi - scrive Mucci nel suo blog
- ma è un no per ora. In futuro ci saranno probabilmente
nuove consultazioni e non possiamo escludere che vengano
prese di volta in volta decisioni diverse". (Public Policy)

SOR

 

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