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MAFIA, ALFANO: DEPOTENZIARE LA DIA SAREBBE UN GRAVE ERRORE

20 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 20 dic - "Il lavoro prezioso e
indispensabile che la Direzione investigativa antimafia
(Dia) ha svolto in questi suoi primi vent'anni, ha lasciato
un segno indiscutibile nella lotta alla mafia. Senza la Dia,
l'attività di contrasto alle associazioni mafiose in Italia
non sarebbe la stessa e lo dimostrano le importanti indagini
e la quantità di sequestri e confische svolti da questa
straordinaria struttura, unica nel suo genere a livello
internazionale".

Questo il messaggio di Sonia Alfano, presidente della
commissione Antimafia europea, nel ventesimo anniversario
della nascita della Dia.

"Se oggi tutto questo è realtà, se la Dia è il sicuro punto
di riferimento investigativo della Direzione nazionale
antimafia e di quelle distrettuali - ha aggiunto - il merito
è tutto di Giovanni Falcone che ne fu il principale
ispiratore e promotore. Purtroppo negli ultimi anni diversi
segnali fanno pensare al rischio che tale struttura venga
depotenziata e svuotata e pertanto ritengo che durante la
prossima legislatura bisognerà affrontare con determinazione
la questione della valorizzazione della Dia".

IN 11 ANNI TOLTI ALLA DIA 18 MILIONI DI EURO
Nel 2001 la Dia aveva in dotazione 28 milioni di euro, ora
non supera i 10. Per svolgere tutti i suoi compiti,
necessiterebbe di 3 mila uomini, 1.300, invece, è l'organico
attuale. Il Governo precedente, nel 2010, ha decretato il
blocco degli stipendi per tre anni agli operatori della Dia.

Inoltre, nell'ottobre 2011 nel decreto Stabilità è stata
inserita una norma che ha tagliato i loro stipendi del 20%,
riducendo del 60% il Tea (Trattamento economico aggiuntivo)
per il 2012-2013. Per il 2013-2015 la cifra destinata al Tea
è di 3.655.059 euro (2 milioni in meno rispetto ai 5,7
milioni di euro programmati).

La misura è stata confermata dal Governo Monti. In media il
Tea degli 007 antimafia ammonta a circa 300 euro mensili, su
stipendi di 1.400-2.000 euro.

IN 20 ANNI SEQUESTRATI 14 MILIARDI DI EURO ALLE MAFIE
Il bilancio di vent'anni di Dia è: 12 miliardi di euro i
beni sequestrati a Cosa Nostra, camorra, 'ndrangheta e Sacra
Corona Unita, 2 miliardi quelli confiscati e 9 mila
ordinanze di custodia cautelare dal 1992 al 2012.
Dopo le denunce dei sindacati di polizia e del Cocer
dell'Arma, gli ispettori Dia hanno scritto all'allora
ministro dell'Interno Roberto Maroni: "Abbiamo il dovere
morale di denunciare l'ennesimo tentativo di depauperare la
Dia, fortemente voluta da Falcone, attentando così alle sue
idee". Ma hanno dichiarato di non aver mai ricevuto una
risposta "Né da Maroni, né dal capo della Polizia".

Fli è stato l'unico partito che ha presentato una proposta
di legge per rifinanziare la Dia secondo le sue esigenze e
nessun altro gruppo parlamentare si è finora associato.
(Public Policy)

DAP

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