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Mafia, Grasso: chi attaccava Falcone-Borsellino oggi si dice loro amico

Dl enti locali, Grasso cassa norme approvate da Bilancio 23 maggio 2014

ROMA (Public Policy) - "Non posso dimenticare che Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, già dopo le condanne in primo grado del Maxiprocesso, cominciarono ad essere attaccati e delegittimati, sia umanamente che professionalmente. Un susseguirsi di amarezze, di rifiuti, di polemiche, che solo con la loro morte si è interrotto: a quel punto anche coloro che li avevano avversati in vita si sono dichiarati loro fraterni amici e talvolta unici eredi". Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, a Palermo durante la cerimonia per la commemorazione delle vittime delle stragi di Capaci e di via D'Amelio.

"Ogni volta che entro in quest'Aula - ha aggiunto - vengo assalito dai ricordi, il sorriso ironico di Giovanni quando mi presentò per la prima volta le 400 mila pagine degli atti del Maxiprocesso che dovevo studiare, l'affettuoso gesto di Paolo che mi consegnò copia dei suoi utilissimi appunti per districarmi tra quelle carte, mi avvolge l'aria pesante che opprimeva Palermo durante gli anni del Maxiprocesso, i visi dei mafiosi dietro queste sbarre, che oggi sono sostituiti dagli occhi di tanti giovani che brillano di gioia e di speranza". "Ma mi avvolge anche il pensiero - ha proseguito - del sostegno che in quel periodo riscuoteva l'operato di Falcone e Borsellino, e che ancora possiamo ritrovare in questa giornata che riecheggia le catene umane, le lenzuola bianche appese ai balconi, le cooperative di Libera sui terreni confiscati, l'impegno dei ragazzi di Addiopizzo e le migliaia di attività quotidiane che per tutto l'anno impegnano la Fondazione Falcone con le scuole su questi temi".

"L'eredità che ci hanno lasciato è un patrimonio comune che non possiamo disperdere - ha spiegato - un patrimonio fatto di conoscenze, di intuizioni, di rigoroso metodo investigativo che ancora oggi, a distanza di tanti anni, deve far parte del bagaglio professionale di ogni magistrato. Mi ha molto colpito vedere il riconoscimento che le figure di Falcone e Borsellino hanno in tutto il mondo. Anche qui, oggi, sono presenti scuole di diversi paesi europei e una proprio di Washington, segno che il loro esempio ha travalicato i nostri confini". (Public Policy)

SOR

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