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MALI, I NUMERI DELL'INTERVENTO ITALIANO

mali 22 gennaio 2013

mali, i numeri dell'intervento italiano

(Public Policy) - Roma, 22 gen - La decisione del Governo
italiano di inviare in Mali dai 15 ai 24 istruttori, sui 450
della missione Ue di addestramento delle forze locali, è
contenuta nel dl missioni che oggi sarà all'esame della
Camera (dalle 11,30 in Aula). Lo dice il ministro degli
Esteri Giulio Terzi durante un'audizione nelle commissioni
riunite Esteri e Difesa nella Sala del Mappamondo di Palazzo
Montecitorio.

"I Paesi che circondano il Mali possono essere trascinati
in un baratro a causa della porosità dei confini. Un Paese
come l'Italia - afferma il titolare della Farnesina -
interessato alla lotta al terrorismo, non può non essere
parte di queste operazioni, limitatamente al fronte della
logistica".

"Non trascuriamo - aggiunge - gli effetti positivi di
stabilizzazione, successivi all'intervento francese, in un
quadro che sarebbe precipitato. La dimensione nel quale
l'Italia intende muoversi è quella europea, l'auspicio è che
ci sia un meccanismo europeo più definito nella gestione di
queste partecipazioni di singoli Stati. È vero: non esiste
un cervello unico a Bruxelles, ma c'è chi coordina e mette a
fattor comune la disponibilità dei vari Paesi, e c'è un Alto
rappresentante".

-

Se il Parlamento darà il
via libera al dl sulle missioni internazionali (dalle 11,30)
l'Italia potrebbe intervenire in Mali, per due-tre mesi, con
una missione di supporto che prevede "l'impiego di due aerei
C-130 e un aereo 727 per il rifornimento in volo". Lo dice
il ministro della Difesa Giampaolo Di Paola durante
un'audizione nelle commissioni riunite Esteri e Difesa nella
Sala del Mappamondo di Palazzo Montecitorio, insieme al
collega Giulio Terzi.

"Esiste un contesto strategico europeo. In questo caso è
intervenuta la Francia, un Paese di cui siamo cugini,
speriamo buoni cugini. La leadership di Ecowas (Economic
Community Of West African States) - spiega Di Paola -
l'assume, per il momento, la Nigeria. Noi questi Paesi
dobbiamo sostenerli. L'Ecowas è un'organizzazione
politico-economica che si trova a fronteggiare questa crisi.
Ma a volte se le situazioni non precipitano è difficile
impegnarsi in maniera importante prima".

E sulle missioni italiane: "Mi sembra che corrispondano a
una logica: Afghanistan, Balcani, Libano e interventi
africani. Alcuni possono sembrare frammentati ma
corrispondono a una logica. Un nuovo Parlamento, con un
nuovo Governo, consentirà una rivalutazione". (Public Policy)

GAV

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