Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

MALI, TERZI ANNUNCIA APPOGGIO LOGISTICO

mali 16 gennaio 2013



(Public Policy) - Roma, 16 gen - Dall'Italia pieno sostegno alla
Francia. La parte italiana garantirà l'"appoggio logistico"
all'operazione, con l'utilizzo di aerei da
trasporto e l'invio di istruttori per addestrare l'esercito
del Mali.

Lo ha detto il ministro degli esteri Giulio Terzi,
parlando dell'intervento francese in Mali, durante il suo intervento in
commissione Difesa al Senato. Il ministro ha sottolineato come la situazione
in Male sia precipitata in modo "inaspettato", e questo abbia portato
alla decisione francese di spiegare una forza militare di contrasto
all'azione verso sud di "importanti colonne di jihadisti".

Terzi ha parlato di "una consistenza
di truppe inaspettata composta da molte centinaia di mezzi
militari da nord verso sud".

Il ministro degli Esteri ha sottolineato l'importanza di
arrivare a una rapida soluzione della crisi, per evitare il
radicamento "endemico" di forze estremiste, e di gruppi
terroristi sul territorio.

LIBIA, IMPEGNO ITALIANO PER SICUREZZA E CRESCITA ECONOMICA
"Se lo Stato libico non si riorganizza rapidamente sul piano della sicurezza,
e del controllo dei confini con Paesi colpiti da crisi interne c'è
un impatto molto grave sulla società italiana. Non possiamo
fare tutto da soli, possiamo forse fare una piccola quota
degli interventi, ma rientra in un interesse nazionale".

Il ministro degli Esteri Giulio Terzi ha dichiarato come sia
interesse per l'Italia essere presente in Libia, "per
consolidare innanzitutto l'impianto nel Paese di una
democrazia".

Da parte delle autorità libiche, ha detto Terzi, c'è una
disponibità a proseguire nei percorsi già avviati, sul
fronte dei diritti e delle relazioni economiche. "C'è nel
modo di porsi dei nuovi leader l'affermazione di una volontà
e di un impegno nei confronti dell'Italia e degli altri
Paesi, che noi dobbiamo incoraggiare e sostenere".

"Gli impegni finanziari che affrontiamo per contribuire al
miglioramento della sicurezza - ha proseguito il ministro
degli Esteri - sono anche a vantaggio delle circa mille
aziende che lavorano in Libia e che in alcune zone non si
sentono sicure per aumentare i loro investimenti e dare
occasioni di crescita. Ecco il collegamento diretto tra le
preoccupazioni per la sicurezza altrui e la crescita della
nostra ecnomia".

In Cirenaica, teatro del fallito attentato al console
italiano Guido De Sanctis, ha poi dichiarato Terzi, "il
quadro è più difficile che nel resto del Paese, ci sono
condizioni che devono essere ristabilite". Ma si tratta pur
sempre, secondo il ministro, "di movimenti integralisti
minoritari, che il Governo centrale ritiene di poter
riportare sotto controllo".

Da Tripoli sono state riaffermate, ha riferito Terzi, le
assicurazioni che saranno mantenuti anche dalla "nuova
Libia" gli impegni presi bliaterali e multilaterali, sul
piano del rispetto dei diritti umani e dei flussi migratori.
"Mi è stata ribadita anche l'intenzione di procedere sui
lavori infrastrutturali e stiamo lavorando sulla soluzione
dei crediti pregressi: siamo arrivati a un'intesa
preliminare almeno sulla prima tranche di erogazione di
questi pagamenti". (Public Policy)

LEP

© Riproduzione riservata