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Manovra, atteso voto su emendamenti Sardegna, Pmi e Confidi /Focus

Dl Enti locali, governo punta a presentare emendamento Tasi nonostante il no di Scelta civica 21 novembre 2013

ROMA - (Public Policy) - Riprendono in commissione Bilancio al Senato i lavori sul ddl Stabilità. Dopo giorni di rinvii e di lavori a rallenty (non ultimo quello di ieri) oggi dalla commissione dovrebbe arrivare una spinta ai lavori con l'inizio delle votazioni che non si sono tenute nemmeno stanotte) e l'arrivo degli ormai sospirati pacchetti emendativi di relatori e governo. Di questi ultimi al momento sono arrivate solo due proposte di modifica: una per l'emergenza Sardegna e l'altra per la piattaforma di garanzia a famiglie e imprese e la garanzia pubblica per le esposizioni della Cdp. Oggi dovrebbero essere votati entrambi e dovrebbe iniziare anche il voto degli emendamenti parlamentari (ridotti a 548), almeno dall'articolo 1 al 5.

SARDEGNA, VERSO TETTO A 150 MILIONI I lavori della commissione stamattina alle 10 partono proprio con il voto sull'emendamento dei relatori Giorgio Santini (Pd) e Antonio D'Alì (Ncd) per l'emergenza Sardegna. Un emendamento che, come preannunciato ieri, dovrebbe essere però riformulato con l'inserimento di un tetto di spesa. L'emendamento dei relatori infatti prevede che entro 30 giorni dall'entrata in vigore del ddl Stabilità il commissario straordinario per il dissesto idrogeologico debba emanare un piano di interventi urgenti per la messa in sicurezza, la ricostruzione e la ripresa economica della Sardegna attraverso l'utilizzo di contabilità speciale, del Fondo di Sviluppo e coesioni e anticipi Anas.

Inoltre dispone che 25,85 milioni di euro già dati alla Sardegna con delibera Cipe siano esclusi dal patto di stabilità interno nel 2014. Un subemendamento del presidente della commissione Antonio Azzollini (Ncd), che dovrebbe essere accettato, fissa in 150 milioni il tetto delle risorse da destinare all'emergenza Sardegna, tra quelle da reperire nella contabilità speciale.

CREDITI ALLE PMI, PIATTAFORMA NAZIONALE E CONFIDI Ieri sera i relatori hanno anche depositato l'emendamento sui crediti alle Pmi e il fondo di garanzia per imprese e famiglie. Il termine per i subemedamenti è fissato alle 14. Una novità rispetto alla bozza di emendamento è che per favorire l'accesso al credito delle Pmi una quota del diritto annuale del finanziamento delle Camere di Commercio, 300 milioni nel triennio 2014-2016, è destinata alla costituzione di fondo finalizzato alla patrimonializzazione dei confidi sottoposti alla vigilanza della Banca d'Italia. In particolare sono destinati al fondo 40 milioni per l'anno 2014 e altri 130 milioni per ciascuno degli anni 2015 e 2016.

Per il resto la bozza prevede che la Cdp "possa acquistare titoli nell'ambito di operazioni di cartolarizzazione aventi a oggetto crediti per le Pmi" con la garanzia dello Stato grazie alle risorse del Fondo di garanzia per le Pmi. Si dispone poi la nascita del Sistema nazionale di garanzia per l'accesso al credito delle famiglie e delle imprese che ricomprende il Fondo di garanzia per le piccole e medie-imprese (a cui vanno 1,2 miliardi in tre anni dal Fondo per lo Sviluppo e la coesione), la sezione speciale di garanzia "Grandi progetti di ricerca e innovazione" (a cui vanno 100 milioni del predetto fondo), il Fondo di garanzia per la prima casa per la concessione di garanzia (600 milioni dal 2014 al 2016). Tra questi fondi, viene disposto, 600 milioni, tramite delibera Cipe, sono destinati esclusivamente alle imprese del Mezzogiorno. (Public Policy)

VIC

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