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Manovra, emendamento editoria: prorogare termine per obbligo tracciabilità copie giornali

editoria 19 novembre 2013

ROMA - (Public Policy) - Far slittare al 1° gennaio 2014 il termine per l'obbligo della tracciabilità delle vendite e delle rese dei giornali quotidiani e periodici. Cancellare i finanziamenti per lo sviluppo delle piattaforme telematiche (per le "opere dell'ingegno") da destinare successivamente al credito d'imposta per la modernizzazione del sistema di distribuzione della stampa.

E ancora: prorogare al 31 dicembre 2016 il sistema delle tariffe postali massime. Queste, da quanto apprende Public Policy, alcune richieste di modifica alla Manovra arrivate dalla presidenza del Consiglio e contenute in un emendamento al vaglio degli uffici legislativi di Palazzo Chigi e della Ragioneria dello Stato.

NORME PER FRONTEGGIARE CRISI EDITORIA
Il pacchetto di norme, contenute nell'emendamento, sono finalizzate al contrasto della crisi del comparto dell'editoria. Parte dei provvedimenti erano stati inseriti in precedenza nel ddl Sviluppo collegato alla Stabilità, in lavorazione a palazzo Chigi. La proposta chiede di modificare il decreto 63 del 2012, che ha introdotto in Italia l'obbligo di tracciabilità delle vendite e delle rese, posticipando di un anno il termine dell'obbligo. Ma non solo, l'emendamento posticipa di un anno anche l'accesso al credito d'imposta previsto dalla decreto del 2012 "per sostenere l'adeguamento tecnologico degli operatori".

E ancora, le risorse stanziate con il decreto Sviluppo bis per l'incremento delle piattaforme telematiche (in favore delle "opere dell'ingegno digitale"), vengono destinate all'incremento - per il 2014 - della dotazione di un altro credito d'imposta: quello per la modernizzazione del sistema di distribuzione e vendita della stampa. Le risorse, destinate alle "opere dell'ingegno" e che ora si chiede di spostare, "non hanno trovato - si legge nella relazione illustrativa dell'emendamento - alcuna concreta attuazione".

Quindi "se ne ritiene l'opportuna abrogazione, anche in considerazione della necessità di concentrare le relative risorse su un istituto agevolativo già operante". Inoltre, la bozza di emendamento dispone l'ulteriore proroga - fino al 31 dicembre 2016 - dell'attuale quadro regolatorio del sistema di tariffe postali massime, applicabili alle spedizioni sui prodotti editoriali. Tra le proroghe anche l'estensione della disciplina per le spedizioni dei prodotti editoriali alle organizzazioni senza scopo di lucro iscritte al Roc (Registro degli operatori di comunicazioni).

Infine, la bozza di emendamento prevede la proroga dei criteri (disposti dal dpr 48 del 1983) per la distribuzione dei contributi annuali alla stampa periodica edita e distribuita all'estero, in attesa che venga approvato il nuovo regolamento del settore previsto dal decreto 63 del 2012 (in materia di riordino dei contributi alle imprese editrici).

GLI EMENDAMENTI DEL GOVERNO
Dai vari dicasteri sono arrivati inizialmente al ministero dei Rapporti con il Parlamento circa 70 emendamenti al ddl Stabilità. Tutti questi emendamenti sono passati al vaglio degli uffici tecnici, in particolar modo della Ragioneria che - riferiscono fonti di palazzo Chigi - ne ha bocciati circa la metà. Lo stesso vale per la ventina di proposte arrivate dalla presidenza del Consiglio e un pacchetto di cinque emendamenti del Mef.

Gli emendamenti a firma del Governo saranno presentati in questi giorni e da quanto si apprende nel pacchetto governativo ci saranno solo poche proposte (una decina) di quelle arrivate al ministero dei Rapporti con il Parlamento dai vari ministeri. Il resto degli emendamenti, tra quelli passati al vaglio della Ragioneria e di Palazzo Chigi, dovrebbero essere presentati nel corso della settimana dai relatori. (Public Policy)

SOR

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