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Manovra, M5s-Sel-Pd-Fi sottoscrivono emendamento su e-cig: tasse illogiche

e-cig 12 dicembre 2013

ROMA (Public Policy) - "Tassazione illogica, eccessiva e depressiva nei confronti di un settore nato da poco in Italia". Sono le parole del deputato Sel Fabio Lavagno, dette durante una conferenza stampa alla Camera in merito in merito al settore delle sigarette elettroniche e della tassazione al 58,5% introdotta con il decreto Lavoro-Iva di giugno scorso. Parole che riassumono anche le posizioni dei deputati Aris Prodani (M5s), Sabrina Capozzolo (Pd) e Ignazio Abrignani (Fi) presenti alla conferenza stampa. Sulla tassazione del settore - aggiunge Lavagno - "sono stati molti gli emendamenti presentati nei vari decreti che abbiamo esaminato negli ultimi mesi, ma tutti sono stati bocciati".

A riguardo, anche alla legge di Stabilità è stata presentata una proposta di modifica che riguarda le e-cig: l'emendamento, a firma Aris Prodani ma che sarà sottoscritto anche da Pd, Fi e Sel, prevede un'imposta di fabbricazione sui liquidi delle sigarette elettroniche pari a 20 centesimi per millilitro. Tra le proposte - ha annunciato in conferenza stampa la deputata Sabrina Capozzolo - una mozione per chiedere al Governo di introdurre un altro tipo di tassazione.

"Sottoscriverò anch'io - ha aggiunto - l'emendamento Prodani, c'è bisogno di modificare la tassazione, altrimenti rischiamo di far chiudere il settore". "Non deve essere - ha precisato Prodani (M5s) - una battaglia di bandiera, perché la politica deve dare risposte al mondo imprenditoriale che deve creare le condizioni per lo sviluppo per un settore che sta crescendo. Chi vuole fare impresa deve avere delle regole chiare e semplici".

TASSAZIONE AL 58,5% PER LE E-CIG
L'attuale legislazione in materia di sigarette elettroniche prevede una tassazione del 58,5% del prezzo di vendita delle e-cig (introdotta con il decreto Iva-Lavoro di giugno), comprese le parti di ricambio (batterie, ricariche batterie, vaporizzatori, ecc.) e i liquidi o ricariche. A fronte dell'imposta "del 58,5% - si legge nella relazione tecnica al dl Iva-Lavoro - il gettito previsto è di 117 milioni di euro".

IL RITARDO DEL DECRETO ATTUATIVO
Il decreto ministeriale sulla commercializzazione delle sigarette elettroniche è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il 9 dicembre scorso. Come anticipato da Public Policy, il provvedimento attua le nuove norme sulla tassazione e la vendita delle cosiddette delle e-cig: con il provvedimento viene specificato l'iter per richiedere l'autorizzazione al commercio e l'aumento della tassazione al 58,5%, prevista anche per i produttori dell'Unione europea che vendono i loro prodotti in Italia.

Il decreto attuativo era atteso per fine ottobre, ma è stato predisposto dal ministero dell'Economia il 16 novembre scorso. Sul ritardo si è espressa anche la Corte dei conti, più precisamente l'ufficio per il Controllo sugli atti del ministero dell'Economia, che in una nota ha scritto: "L'adozione del decreto attuativo così a ridosso dell'entrata in vigore delle disposizioni (prevista per il 1° gennaio 2014; Ndr), ha limitato drasticamente lo svolgimento del controllo preventivo di legittimità da parte dell'ufficio che non ne ha potuto effettuare i necessari approfondimenti".

Il decreto attuativo è composto da 9 articoli che chiariscono "l'abito applicativo" e le "definizioni" contenute all'articolo 11 del decreto Lavoro-Iva (che ha aumentato la tassazione), introducendo alcune norme per la richiesta delle autorizzazioni alla commercializzazione delle 'bionde' elettroniche, sulle tariffe di vendita, il sistema di stoccaggio, la regolamentazione per i depositi, il versamento delle imposte e alcune norme per la vendita in Italia dei prodotti "succedanei ai tabacchi" provenienti dall'estero. (Public Policy)

SOR

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