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MARTINO (PDL): PER RILANCIARE ITALIA BISOGNA FAR DIMAGRIRE STATO/ INTERVISTA

small_110316-133115_mi040605pol_0004 21 ottobre 2012

(Public Policy) - Roma, 17 ott - (di Aroldo Barbieri)
Antonio Martino, deputato del Pdl, economista, ex ministro,
è oggi uno dei consiglieri più ascoltati da Silvio
Berlusconi. Tenace sostenitore delle dottrine liberali,
nemico di ogni dirigismo, fautore delle privatizzazioni per
ridurre la presenza dello Stato in economia, Martino ritiene
che per rimettere l'Italia sui binari della crescita sia
necessario innanzitutto tagliare drasticamente le tasse.

Poi si tratta di ridimensionare il servizio sanitario
nazionale, di sopprimere le Regioni, di tagliare il numero
delle Province e di accorpare i Comuni. Insomma di
sottoporre lo Stato, come lo conosciamo oggi, ad una
drastica cura dimagrante.

D. DA MOLTI ANNI L'ITALIA NON CRESCE, SEMBRA ESSERE QUESTO
PIÙ DI OGNI ALTRO IL PROBLEMA DA RISOLVERE, SE SI VUOLE
TORNARE IN CARREGGIATA. LEI COSA PROPONE?
R. È chiaro che lo Stato, così come oggi lo conosciamo,
deve cambiare profondamente, deve dimagrire, per lasciare
spazio all'iniziativa privata. La via maestra è quella di
ridurre il carico fiscale a cittadini e imprese al di sotto
del 40%. I tagli non bastano, serve una riforma profonda.

D. QUALI RIFORME VEDE INDISPENSABILI PER RIDURRE LA
PRESENZA DELLO STATO E UN CALO DRASTICO DELLA PRESSIONE
FISCALE?
R. In primis il ridimensionamento del Servizio sanitario
nazionale. Non si può dare tutto a tutti. Il Ssn deve
assistere i meno abbienti, non coloro che le cure possono
pagarsele.

D. MA COSÌ C'È IL RISCHIO DI FAR IMPOVERIRE IL SERVIZIO E
DI TAGLIARE FUORI GRAN PARTE DELLA CLASSE MEDIA. COME FARE
PER IL CITTADINO NÉ POVERO NÉ TANTO RICCO DA POTER
AFFRONTARE IL RISCHIO DI UNA MALATTIA GRAVE?
R. Il cittadino medio può pagarsi un'assicurazione
sanitaria, detraibile dal reddito.

D. E LA SECONDA MOSSA?
R. So di dire qualcosa di inusuale, ma dobbiamo sopprimere
non le Province, ma le Regioni, veri centri di spesa fuori
controllo, di protagonismi inaccettabili e di diffuso
malaffare.

D. NON BASTEREBBE ELIMINARE I "PRIVILEGI" DELLE REGIONI A
STATUTO SPECIALE E SPINGERE LE ALTRE AD UNIRSI IN
MACROREGIONI?
R. No, perché diventerebbero dei veri Stati nello Stato. Di
questo avevo convinto anche Gianfranco Miglio (giurista e
politologo, considerato l'ideologo della Lega nord; ndr).

D. BASTERÀ SOPPRIMERE LE REGIONI?
R. Bisogna ripensare tutta l'architettura delle autonomie.
Bisogna tagliare le Province, che sono proliferate in questi
ultimi anni con l'esplosione dei localismi, della spesa e
del malaffare. 8 mila Comuni poi sono sinceramente troppi.
In questo caso è necessario favorirne l'accorpamento.
(Public Policy)

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