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MEDIA E WEB, CENSIS: L'80,9% DEGLI ITALIANI SI INFORMA DAI TELEGIORNALI

monitoraggiotg 18 giugno 2013

monitoraggiotg

IL 43,9% SCEGLIE COME VOTARE DALLE DISCUSSIONI CON FAMILIARI E AMICI

(Public Policy) - Roma, 18 giu - Nel mondo dell'informazione
la centralità dei telegiornali è ancora fuori discussione,
visto che l'80,9% degli italiani li utilizza come fonte. Tra
i giovani, però, il dato dei tg scende al 69,2% ed è molto
vicino al 65,7% riferito a Google e al 61,5% di Facebook.

Nel mercato del consenso elettorale è ancora la televisione
il principale mezzo utilizzato dagli italiani per informarsi
sull'offerta politica e formarsi un'opinione. Tra i fattori
extramediali hanno una grande importanza il passaparola e le
discussioni con i familiari e gli amici (43,9%), soprattutto
per i giovani (tra i 18-29enni il dato sale al 60,4%).

La comunicazione politica via Internet si articola in una quota
del 5,9% di elettori che consulta i siti web di partiti e
movimenti (il 7,6% tra i giovani) e l'8,7% che utilizza
blog, forum di discussione online, Facebook (il 14,2% tra i
giovani). Rispetto alle elezioni del 2009, proprio
quest'ultimo canale è tra quelli cresciuti di più (+6,6%).
Nel giudizio sulla politica, comunque, vince il passaparola
(per il 44% degli italiani).

Sono dati diffusi dal Censis nel terzo dei quattro incontri
del tradizionale appuntamento di riflessione di giugno "Un
mese di sociale", dedicato quest'anno a "La società
impersonale". L'incontro, intitolato "Il primato
dell'opinione nella comunicazione orizzontale", ha
affrontato le questioni relative ai cambiamenti della
comunicazione nella formazione dell'opinione pubblica.

DEVICE TECNOLOGICI COME PROTESI
Gli analisti del Centro studi investimenti sociali
evidenziano come il notevole sviluppo di Internet (sia del
numero degli utenti, sia delle sue applicazioni, che ormai
permeano ogni aspetto della nostra vita quotidiana) consenta
di costruire palinsesti multimediali personali.

"I device tecnologici - annotano gli analisti -
finiscono per costituire un'appendice della persona:
una protesi che ne amplia le funzioni, ne potenzia le facoltà,
ne facilita l'espressione e le relazioni, proiettandoci così
nella 'era biomediatica', in cui diventano centrali la trascrizione
virtuale e la condivisione telematica delle biografie personali attraverso
i social network".


È come se dalla moltitudine degli utenti, sottolineano gli
analisti del Censis, si levasse un coro di voci: "La mia tv
la programmo io, l'informazione la faccio da solo, i
contenuti sono i miei!".

Ma che Internet di per sé favorisca direttamente la
partecipazione politica, avvertono gli analisti, rimane un
tema aperto, vista la crescita parallela degli utenti del
web e del tasso di astensionismo alle elezioni.

Oggi solamente il 15% degli italiani crede che la
diffusione delle tecnologie digitali abbia prodotto
nell'ultimo anno cambiamenti in meglio nell'organizzazione
dei movimenti politici (per il 35,3% c'è stato invece un
peggioramento) e nella formazione delle opinioni politiche
(il 28,8% vede, al contrario, cambiamenti in peggio). E
soltanto il 19,8% riferisce miglioramenti dovuti ai nuovi
media nella partecipazione dei cittadini.

COME SCELGONO IL VOTO GLI SCHIERAMENTI
Alle ultime elezioni politiche, il 53,3% degli elettori ha
tratto le informazioni in base alle quali scegliere per chi
votare dalle notizie e dai commenti trasmessi dai
telegiornali, più di un terzo (il 36,8%) ha attinto ai
programmi di approfondimento televisivi, meno di un quarto
(il 22,2%) ha avuto come punto di riferimento i giornali,
poco più del 16% le tv all news, il 9% la lettura del
materiale di propaganda dei partiti e il 7,5% i programmi
radiofonici. Scarsa è stata la partecipazione diretta alle
manifestazioni pubbliche organizzate dai partiti (4%).

Rispetto ai valori medi, per gli elettori della coalizione di
centrosinistra hanno avuto un peso maggiore i giornali (32,7%),
la radio (8,2%) e la partecipazione diretta alle manifestazioni
di partito (7,8%).

Tra gli elettori di centrodestra è preponderante l'uso
della televisione (i tg salgono al 65,7%), mentre l'adesione
ai raduni di piazza è praticamente nulla (1,1%).
Gli elettori di centro si sono avvalsi di una combinazione
di mezzi tradizionali qualificati (i quotidiani, i tg, i
programmi tv di approfondimento, che salgono al 44,7%, le tv
all news, che arrivano al 23,3%).

Le differenze maggiori si riscontrano tra gli elettori del
Movimento 5 Stelle, per i quali il ruolo della televisione e
della stampa è molto ridimensionato (i tg scendono
nettamente sotto la media, attestandosi al 46,3%, e i
giornali sono stati utilizzati solo dal 14,4%), mentre sono
esaltati i canali web (blog e Facebook al 22,3%, siti web di
partiti e movimenti al 10,6%) e il confronto diretto con le
altre persone (50,7%).

IL SOLIPSIMO DI INTERNET
La tendenza a personalizzare i canali di accesso alle
informazioni e l'autoassemblaggio delle fonti attraverso il
web comportano però il rischio - complici gli algoritmi di
Google - che si crei su ogni pc, tablet e smartphone un
giornale fatto solo dalle opinioni che l'utente vuole
conoscere.

È il rischio del solipsismo di Internet: la rete
come strumento nel quale si cercano le conferme di idee,
gusti, preferenze che già si possiedono; il conformismo come
risultato dell'autoreferenzialità dell'accesso alle fonti
d'informazione. Con una corrosione esercitata dall'egemonia
dell'opinione che ha finito per produrre nel Paese un grande
deficit di interpretazione sistemica.
Sono elementi da tenere presenti soprattutto quando si
invoca la rete come nuovo dispositivo di selezione della
classe politica.

La società impersonale è, rimarcano gli analisti del
Censis, "ormai affollata da una moltitudine di persone senza
personalità, che propendono a un egualitarismo schiacciato
in basso, favorito da Internet e dalla frammentazione dei
processi di comunicazione, senza spinte propulsive in
avanti, rimanendo invischiate in una inclinazione al
voyeurismo inerte, senza impegno".

All'incontro su "Il primato dell'opinione nella
comunicazione orizzontale" sono intervenuti il presidente
del Censis Giuseppe De Rita, il direttore generale Giuseppe
Roma, il responsabile della comunicazione Massimiliano
Valeri, il vicedirettore dell'Espresso Orazio Carabini, il
direttore di Rai 4 Carlo Freccero, l'editorialista del
Foglio Mario Sechi e l'editorialista della Stampa Marcello
Sorgi. (Public Policy)

SPE

 

 

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