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Il Mef e le semplificazioni "tecniche" per i microbirrifici

birra 15 marzo 2016

ROMA (Public Policy) - È stato previsto, "tra le possibili modalità di determinazione quantitativa, in via indiretta, della birra prodotta e conseguente liquidazione della relativa accisa dovuta, l'utilizzo del misuratore del mosto".

Il contatore "permette, infatti, di conseguire la massima semplificazione impiantistica, lasciando liberi da vincoli fiscali la cantina di fermentazione, il deposito della birra sfusa, il locale di mescita (dove presente), l'impianto di condizionamento ed il magazzino del prodotto confezionato. In tal modo, non sussiste per i microbirrifici l'obbligo (previsto, invece, per la generalità dei birrifici industriali) di interconnettere i predetti reparti tramite tubazioni inamovibili". Una modalità che costituisce "una semplificazione tecnica".

A dirlo il viceministro dell'Economia, Enrico Morando, in commissione Finanze alla Camera rispondendo a un'interrogazione Pd (Marco Di Maio) sulla tassazione dei microbirrifici.

"Tuttavia - ha precisato Morando - il contatore in argomento contabilizza, di norma, non solo il mosto effettivamente prodotto ma anche l'acqua di lavaggio utilizzata negli impianti. Pertanto, la birra prodotta è calcolata sulla base della lettura del predetto contatore sottraendo i quantitativi dell'acqua di lavaggio, determinata forfetariamente, per ciascun impianto, sulla base di esperimenti di lavorazione".

"L'applicazione delle perdite di trasformazione legate al processo di fermentazione, per le quali non tutto il mosto si trasforma in birra, presuppone, invece, la misura esatta del mosto prodotto e, di conseguenza, la misura esatta dall'acqua di lavaggio. Poiché tale determinazione sarebbe oltremodo onerosa rispetto all'imposta da tutelare, ai sensi dell'articolo 5, comma 6 della menzionata determinazione direttoriale 140839, è stato previsto che il coefficiente di resa mosto-birra sia pari ad uno, tenendo anche conto delle successive perdite di fermentazione".

"Ad ogni buon conto - ha aggiunto - l'Agenzia delle dogane e dei monopoli ribadisce che, qualora l'esercente il microbirrificio intendesse vedersi riconosciute le perdite di fermentazione in base alle ordinarie modalità, ha, comunque, piena facoltà di operare secondo l'assetto di un normale birrificio, fruendo delle modalità di determinazione dell'imposta previste per tali impianti ma rinunciando alle semplificazioni di cui alla determinazione direttoriale suddetta 140839".

"L'Agenzia - ha concluso - comunica che, allo stato, non risultano microbirrifici che operino secondo le modalità ordinarie". (Public Policy) SOR

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