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Le sette osservazioni della Finanze al dl Milleproroghe

milleproroghe 29 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Ok con sette osservazioni al dl Milleproroghe da parte della commissione Finanze alla Camera. La commissione ha votato a maggioranza il parere formulato dal relatore Paolo Petrini (Pd) aggiungendo, rispetto alla bozza di parere anticipato una richiesta di proroga dei termini per il pagamento delle cartelle Equitalia.

Tra le osservazioni della commissione, come anticipato, c'è ad esempio la richiesta di "prorogare la decorrenza, attualmente prevista a partire dal 2015 di applicazione dell'imposta municipale secondaria, in considerazione del fatto che non è stato ancora emanato il relativo regolamento governativo". La commissione Finanze chiede poi "che si valuti l'opportunità di apportare una correzione alla disciplina sulla procedura di collaborazione volontaria nel senso di stabilire che l'esclusione del raddoppio dei termini si applica anche alle violazioni delle norme in materia di monitoraggio degli investimenti attività finanziarie detenute all'estero".

Nel parere si chiede anche "di prorogare, per le persone fisiche esercenti arti o professioni, l'applicabilità in via opzionale dei previgenti regimi tributari di favore cosiddetti dei 'minimi'"; di "prorogare fino al 31 dicembre 2015 e non solo fino al 30 giugno 2015 il termine per il completamento delle procedure concorsuali indette dall'Agenzia delle dogane e dei monopoli e dall'Agenzia delle entrate per il reclutamento di dirigenti di seconda fascia, nonché di prevedere che le agenzie fiscali possano ridurre sino al 30% l'organico delle posizioni di livello dirigenziale non generale".

Infine la commissione chiede di "integrare la disciplina Iva del cosiddetto 'split payment' nel senso di prevedere l'esclusione da tale regime anche per i corrispettivi di prestazioni di servizi corrisposti dagli enti pubblici ai consorzi che agiscono in nome proprio e per conto dei consorziati" e di "prorogare dal 31 gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 il termine fino al quale le deliberazioni di modifica dello statuto assunte da società aventi titoli quotati nel mercato regolamentato italiano iscritte nel registro delle imprese sono assunte, anche in prima convocazione, con il voto favorevole di almeno la maggioranza del capitale rappresentato in assemblea". (Public Policy) VIC

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