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Alla minoranza Pd piace moltissimo la digital tax

digital tax 02 dicembre 2015

ROMA (Public Policy) - di Viola Contursi - La minoranza del Pd ci riprova: dopo aver presentato un emendamento sulla 'digital tax' alla Stabilità nel passaggio al Senato, tutto il gruppo della minoranza propone ora anche alla Camera, e sempre alla Stabilità, un emendamento che prevede l'introduzione di paletti e ritenute d'imposta per il pagamento di proventi (in Italia) a società straniere.

L'emendamento, a prima firma Francesco Laforgia e firmato tra gli altri anche da Pier Luigi Bersani, prevede innanzitutto che "gli intermediari finanziari che procedono, per conto di propri clienti, a pagamenti verso l'estero devono assumere, fra i dati identificativi del beneficiario, anche il numero di partita Iva e l'autorità che lo ha rilasciato.

Qualora il beneficiario non disponga del numero di partita Iva e le transazioni effettuate, per il tramite del medesimo intermediario finanziario, superino, nel corso di un semestre, le duecento unità, l'incaricato del pagamento deve informare senza indugio l'Agenzia delle entrate con le modalità stabilite con provvedimento direttoriale emanato da quest'ultima".

Lo stesso emendamento prevede che i compensi "corrisposti a non residenti, sono soggetti a una ritenuta del 30% a titolo di imposta sulla parte imponibile del loro ammontare" e "i soggetti incaricati di eseguire i pagamenti verso non residenti devono operare una ritenuta a titolo d'imposta del 26% sull'importo da corrispondere".

La ritenuta, viene specificata, non si applicherà nei confronti di non residenti che hanno stabile organizzazione nel territorio dello Stato. La proposta di modifica prevede inoltre di riversare le eventuali maggiori entrate derivanti da questa "digital tax" a al Fondo taglia tasse. (Public Policy)

@VioC

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