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Misure cautelari, ddl incardinato al Senato. Verso l'ok definitivo

giustizia 14 gennaio 2015

ROMA (Public Policy) - Il ddl sulle Misure cautelari - a firma della deputata Donatella Ferranti (Pd) - è stato incardinato per la seconda volta in commissione Giustizia al Senato, che ha avviato l'iter di esame con la relazione del relatore Nico D'Ascola (Ap). A quanto si apprende, il provvedimento - al quarto passaggio parlamentare - si avvia verso il via libera definitivo.

Il ddl modifica il codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali ed è approvato dall'aula della Camera il 4 dicembre. L'obiettivo del provvedimento è di restituire alla carcerazione preventiva una natura di 'extrema ratio', rendendo piu` stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative. Niente carcere, ad esempio, se in corso di processo basteranno il divieto di esercitare una professione e il ritiro del passaporto o l'obbligo di dimora.

Durante la terza lettura, la proposta di legge ha diviso nuovamente la maggioranza di Montecitorio: come anticipato, infatti, un emendamento presentato in aula dal deputato Ncd, Alessandro Pagano, sulla responsabilità disciplinare dei magistrati ha fatto scontrare - durante il comitato dei nove della commissione Giustizia - la presidente, Donatella Ferranti (Pd), e il viceministro, Enrico Costa (Ncd). La proposta di Ncd riportava in vita una norma del testo soppressa in precedenza, intervenendo sugli illeciti disciplinari dei magistrati e tentando una stretta.

Con il ddl saltano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare in carcere potrà essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive. Tali misure, a differenza di quanto è oggi, potranno pero` applicarsi cumulativamente. Inoltre, la misura della custodia cautelare non potrà essere applicata se il giudice ritiene che, all'esito conclusivo del giudizio, possa essere soppressa la pena.

GIRO DI VITE SUI PRESUPPOSTI - Per giustificare il carcere il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non dovrà essere soltanto concreto (come è oggi) ma anche 'attuale'.

VALUTAZIONE STRINGENTE - Il giudice non potrà più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità e modalità del delitto. Per privare della libertà una persona l'accertamento dovrà coinvolgere elementi ulteriori, quali precedenti, i comportamenti o la personalità dell'imputato.

MOTIVAZIONE ARTICOLATA - Gli obblighi di motivazione si intensificano. Il giudice che dispone la cautela non potrà infatti più limitarsi a richiamare 'per relationem' gli atti del pm ma dovrà dare conto con autonoma motivazione delle ragioni per cui anche gli argomenti della difesa sono stati disattesi.

MISURE INTERDITTIVE - Aumentano (dagli attuali 2 mesi) a 12 mesi i termini di durata delle misure interdittive (sospensione esercizio potestà genitori, sospensione esercizio di pubblico ufficio o servizio, divieto di esercitare attività professionali o imprenditoriali) per consentirne un effettivo utilizzo quale alternativa alla custodia cautelare in carcere.

REATI GRAVI E DI MAFIA - Per i delitti di mafia e associazione terroristica resta la presunzione assoluta di idoneità della misura carceraria. Per gli altri delitti gravi (omicidio ad esempio, violenza sessuale, sequestro di persona per estorsione, etc.) vale invece una presunzione relativa: niente carcere se si dimostra che le esigenze cautelari possono essere soddisfatte con altre misure.

CONTROLLI RAFFORZATI - Con il ddl sulla Custodia cautelare cambia in profondità la disciplina del riesame delle misure cautelari personali. Il 'tribunale della libertà' avrà tempi perentori per decidere e depositare le motivazioni a pena di perdita di efficacia della misura cautelare. Che, salvo eccezionali esigenze, non potrà più essere rinnovata. Il collegio del riesame dovrà inoltre annullare l'ordinanza liberando l'accusato (e non come oggi integrarla) quando il giudice non abbia motivato il provvedimento cautelare o non abbia valutato autonomamente tutti gli elementi. Tempi più certi anche in sede di appello cautelare e in caso di annullamento con rinvio da parte della Cassazione. (Public Policy)

SOR

 

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