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Misure cautelari, via libera al testo che ha diviso la maggioranza

carceri 10 aprile 2015

ROMA (Public Policy) - Riduzione della carcerazione preventiva per chi è in attesa di giudizio. È questo il senso del disegno di legge che modifica il codice di procedura penale in materia di misure cautelari personali approvato in via definitiva dall'assemblea del Senato.

L'obiettivo del provvedimento, presentanto inizialmente dalla presidente della commissione Giustizia alla Camera, Donatella Ferranti (Pd), è di restituire alla carcerazione preventiva una natura di 'extrema ratio', rendendo più stringenti i presupposti e le motivazioni e ampliando al contrario le misure alternative. Niente carcere, ad esempio, se in corso di processo basteranno il divieto di esercitare una professione e il ritiro del passaporto o l'obbligo di dimora.

Durante la terza lettura, alla Camera, la proposta di legge ha diviso nuovamente la maggioranza: come anticipato, infatti, un emendamento presentato aula dal deputato Ncd, Alessandro Pagano, sulla responsabilità disciplinare dei magistrati ha fatto scontrare - durante il comitato dei nove della commissione Giustizia - la presidente, Donatella Ferranti (Pd), e il viceministro, Enrico Costa (Ncd).

La proposta di Ncd riportava in vita una norma del testo soppressa in precedenza, intervenendo sugli illeciti disciplinari dei magistrati e tentando una stretta. Frizioni ci sono state anche tra i due rami del Parlamento, visto che durante il passaggio alla Camera sono stati stralciati tre articoli introdotti e modificati da Palazzo Madama. Ecco, in sintesi, le principali novità.

CARCERE EXTREMA RATIO
Saltano gli attuali automatismi applicativi: la custodia cautelare in carcere potrà essere disposta soltanto quando siano inadeguate le altre misure coercitive o interdittive. Tali misure, a differenza di quanto è oggi, potranno però applicarsi cumulativamente. Inoltre, la misura della custodia cautelare non potrà essere applicata se il giudice ritiene che, all'esito conclusivo del giudizio, possa essere sospessa la pena.

GIRO DI VITE SUI PRESUPPOSTI
Per giustificare il carcere il pericolo di fuga o di reiterazione del reato non dovrà essere soltanto concreto (come è oggi) ma anche 'attuale'.

VALUTAZIONE STRINGENTE
Il giudice non potrà più desumere il pericolo solo dalla semplice gravità e modalità del delitto. Per privare della libertà una persona l'accertamento dovrà coinvolgere elementi ulteriori, quali precedenti, i comportamenti o la personalità dell'imputato. (Public Policy) SOR

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