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I monopoli e il ddl Concorrenza: cosa cambia per Enel e Poste

concorrenza 16 giugno 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Dovrebbe essere approvato la prossima settimana in commissione Industria un subemendamento di Ap al ddl Concorrenza che dovrebbe favorire le società che detengono monopoli e vogliono avviare attività in altri settori.

L'emendamento, su cui c'è il parere favorevole di relatori e governo (e su cui lo stesso ministro Carlo Calenda ha dato il suo ok) abroga il comma 2-quater dell'art. 8 della legge n. 287 del 1990 (istitutiva dell'Antitrust) eliminando di fatto l'obbligo, finora in vigore, per imprese che esercitano la gestione di servizi di interesse economico generale o operano in regime di monopolio, di rendere accessibili beni e servizi (anche informativi) ai concorrenti 'a condizioni equivalenti' qualora decidano di avviare attività in settori diversi dal proprio.

Questo emendamento, secondo quanto viene riferito da diversi parlamentari, potrebbe favorire in prima istanza Poste Italiane. L'emendamento permetterebbe alla società, ad esempio, di non vendere negli sportelli sim telefoniche di altri operatori telefonici, che non siano Poste Mobile.

Proprio su questo c'è pendente un ricorso al Tar delle stesse Poste contro la decisione dell'Antitrust che, su ricorso di H3G ha obbligato gli sportelli postali a vendere servizi telefonici anche di altri player.

Per quanto riguarda Enel, il subemendamento toglierebbe ad esempio l'obbligo per l'azienda di fornire parità di condizioni ai propri competitors sulla banda ultralarga. E quindi la parità di condizioni, che l'azienda ha più volte garantito di voler garantire, sarebbe solo una scelta volontaria e non più un obbligo. (Public Policy)

@VioC

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