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MpS, c'era una volta la commissione d'inchiesta 5 stelle

mps 19 dicembre 2016

ROMA (Public Policy) - Verificare le responsabilità degli organi di vigilanza e controllo di Monte dei Paschi di Siena (Mps), comprese Banca d'Italia e Consob, e quelle politiche e amministrative; accertare la correttezza e la tempestività delle comunicazioni ad azionisti, obbligazionisti e correntisti, verificando anche le criticità delle operazioni finanziarie in derivati compiute, e la correttezza dell'attività di banca e fondazione, "dal 1999 in poi in relazione al dettato del proprio statuto".

Era il 30 aprile 2013, gli inizi dell'attuale legislatura, e Carlo Martelli (M5s) depositava in Senato un ddl, annunciato nell'aula di Palazzo Madama l'8 maggio 2013, con cui chiedeva di istituire una commissione di inchiesta per indagare sulle "traversie finanziare" della banca senese, iniziate a partire dal "25 giugno 1999, data nella quale Mps venne quotata nella borsa valori di Milano".

In questi giorni, in cui il tema Mps è tornato alla ribalta delle cronache per il possibile intervento dell'Esecutivo, il M5s ha dichiarato la volontà di vedere l'eventuale decreto del Governo per votarlo, fermo restando un giudizio "fallimentare" per tutto quello che è stato fatto in questi anni sulle crisi del sistema bancario.

La soluzione prospettata se il M5s fosse al Governo, invece, è quella di nazionalizzare Mps e gestire internamente i crediti deteriorati, in quanto non trattandosi di risoluzione l'intervento non sarebbe configurabile quale un aiuto di Stato.

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IAC

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