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MUSSARI (ABI): LE BANCHE USA SONO TORNATE A SPECULARE /INTERVISTA

06 dicembre 2012

(Public Policy) - Roma, 5 dic - (di Aroldo Barbieri) Le
banche statunitensi sono tornate a fare utili come prima
della crisi del 2008, mentre quelle italiane sono in
sofferenza reddituale e pensano ad alleggerire le strutture
e tagliare il numero dei dipendenti. Public Policy ha
chiesto a Giuseppe Mussari la spiegazione di quanto sta
avvenendo.

Il presidente dell'Associazione bancaria italiana, mentre
sottolinea la solidità del sistema nazionale e il fatto che
le banche italiane "non solo non hanno chiesto risorse allo
Stato, ma lo stanno sostenendo", fa presente che le banche
Usa "hanno ripreso a fare quel che facevano prima delle
crisi", ovvero, si intuisce, a far speculazione.

E in effetti la lenta applicazione della legge Dodd-Frank
(peraltro insufficiente a frenare davvero la speculazione;
Ndr) lascia ampi margini alla banche statunitensi, che tra
luglio e settembre dell'anno in corso (il giro d'affari è
salito del 3%, anche grazie al calo degli accantonamenti sui
prestiti in sofferenza) hanno guadagnato 37,6 miliardi di
dollari, ovvero il 6,6% in più dello stesso periodo del 2011.

Le differenze poi tra le due sponde dell'Atlantico sono
abissali: di là si stampa moneta per evitare la recessione,
di qua si segue la politica tedesca della lesina, che
"impone di fatto una stretta sulla liquidità e di rafforzare
i patrimoni prima di tutto". Mussari auspica un rinvio
nell'applicazione dei principi di Basilea 3: "Sarebbe un
guaio non solo per noi, ma per tutti", e non si pronuncia
sull'ipotesi di una prossima immissione di liquidità da
parte della Bce, considerando "pericoloso l'anticipare
decisioni di politica monetaria".

D. LE BANCHE USA, RITENUTE UN DETONATORE DELLA CRISI CHE
STIAMO VIVENDO, SONO TORNATE A FARE IL PIENO DI UTILI,
MENTRE LE BANCHE ITALIANE FANNO I CONTI CON UNA BASSA
REDDITIVITÀ, COME SPIEGARE TUTTO CIÒ?
R. Le cause sono molte, ma per semplificare: le banche Usa
hanno ripreso a fare quel che facevano prima della crisi. Le
banche italiane non solo non hanno preso risorse dallo Stato
italiano, ma lo hanno sostenuto e lo stanno sostenendo con
un costo non di poco conto. E poi sono impegnate nel
finanziamento a imprese e famiglie, alle volte in perdita
per contrastare le conseguenze della recessione.

D. IL COMMISSARIO BARNIER, NEI GIORNI SCORSI, HA
PREFIGURATO UN RINVIO DELL'APPLICAZIONE DEI PRINCIPI DI
BASILEA 3. COSA NE PENSA?
R. Noi lo abbiamo chiesto più volte. Non potremmo che
essere d'accordo. Lo auspichiamo. Già la situazione è
difficile, Basilea 3 introduce altre rigidità. Sarebbe un
guaio per tutti, non solo per il sistema bancario italiano.

D. LE BANCHE SONO ACCUSATE DI NON DARE PRESTITI ALLE
IMPRESE E MUTUI ALLE FAMIGLIE. È AUSPICABILE UNA NUOVA
IMMISSIONE DI LIQUIDITÀ DA PARTE DELLA BCE, MAGARI IN STILE
DIVERSO DAI DUE LTRO (LONG TERM REFINANCING OPERATION)?
R. Le banche non possono dare quel che non hanno o che
possono dare solo in perdita. Quanto a un'eventuale
immissione di liquidità da parte della Bce, magari
finalizzata a determinati impieghi, è pericoloso anticipare
decisioni di politica monetaria. La Bce ha svolto un'opera
meritoria in presenza delle rigidità della Germania, che di
fatto impone una stretta sulla liquidità e di rafforzare i
patrimoni prima di tutto. (Public Policy)

ABA

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