Public Policy
Facebook Twitter Feed RSS

Mutui, come ti frego la casa in sette rate: ultima puntata

casa 27 maggio 2016

di Massimo Famularo

ROMA (Public Policy / Stradeonline.it) - L’ avvincente serie TV “come ti frego la casa in 7 rate” è giunta a conclusione con una regolamentazione del cosiddetto “patto marciano” nel decreto banche pubblicato all’inizio del mese. Com’è andata a finire? Proviamo a fare una breve sintesi e qualche considerazione.

Si, in futuro sarà possibile per le banche ottenere, in caso di inadempienza, la proprietà degli immobili a garanzia dei finanziamenti senza ricorrere all’avvio di un’azione legale.

Questa possibilità sarà però limitata ai casi in cui il debitore è un’impresa e con l’esclusione di immobili adibiti ad abitazione principale dell’imprenditore, del suo coniuge o di suoi parenti e affini entro il terzo grado.

Insomma, possiamo definitivamente concludere che non c’è il rischio di “accelerare il recupero dei crediti” nei confronti delle famiglie e i casi particolarmente sensibili, ossia quelli riguardanti la prima casa (bisticcio voluto) saranno esclusi.

Come valutare nel complesso questa innovazione? Sicuramente in modo positivo poiché va nella giusta direzione di eliminare passaggi burocratici non necessari, accelerando le tempistiche per il recupero dei crediti e riducendo il carico di lavoro dei tribunali, senza con questo peggiorare il servizio da questi reso alla collettività.

Questo inciderà sullo smaltimento dell’ingente stock di sofferenze che tanto preoccupa i regolatori e le autorità di governo?

Probabilmente no, perché il nuovo meccanismo, necessitando di espressa approvazione di entrambe le parti, sarà plausibilmente inserito nei nuovi contratti di finanziamento ed eventualmente in quelli esistenti per le posizioni in bonis, ma ben difficilmente potrà trovare applicazione per i crediti che ad oggi sono non performing: nessun debitore razionale in stato di dissesto, potendo beneficiare della disfunzionalità del sistema giudiziale, accetterebbe in modo deliberato di facilitare la vita ai propri creditori.

Morale della favola? Le storie sulle banche cattive che soffiano la casa ai poveretti, si sono rivelate appunto storie e in questo decreto assistiamo a un passo nella direzione giusta (meno burocrazia inutile); tuttavia l’impatto sulle tempistiche di recupero sarà inferiore a quanto piacerebbe ai sostenitori dell’attuale esecutivo. (Public Policy / Stradeonline.it)

@strade_magazine

© Riproduzione riservata