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NEGAZIONISMO, AL SENATO IL DDL BIPARTISAN. MA IL M5S NON È CONVINTO

riforme 15 ottobre 2013

NEGAZIONISMO, AL SENATO IL DL BIPARTISAN. MA IL M5S NON È CONVINTO

(Public Policy) - Roma, 15 ott - "Adesso in commissione Giustizia al Senato la discussione sul ddl sul cd reato di negazionismo [...] Il presidente (Francesco Nitto Palma, Pdl; Ndr) vorrebbe licenziare il testo oggi prima del rastrellamento del ghetto ebraico di Roma, ma si mette mano al diritto di opinione. Stiamo preparando emendamenti ed un nostro ddl in fretta e furia". Lo scrive su Facebook Maurizio Buccarella, senatore M5s e vicepresidente della II commissione. Si tratta, scrive ancora, di "uno dei momenti in cui sarebbe bello poter discutere in rete e conoscere il parere degli attivisti".

DI COSA STIAMO PARLANDO
Il nome completo del ddl 54, con relatrice Rosaria Capacchione del Pd, è: "Modifica all'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654, in materia di contrasto e repressione dei crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra, come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale". Prima firmataria è la democratica Silvana Amati, ma il ddl è cofirmato da esponenti di tutti i gruppi, compreso Buccarella. Il disegno di legge modifica l'articolo 3 della legge 13 ottobre 1975, n. 654 ("Ratifica ed esecuzione della convenzione internazionale sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966"), come modificato dall'articolo 1 del decreto legge 26 aprile 1993, n. 122, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 giugno 1993, n. 205 (cosiddetta "legge Mancino").

COSA PREVEDE
"La reclusione fino a tre anni e con la multa fino a 10.000 euro per chiunque ponga in essere attività di apologia, negazione, minimizzazione dei crimini di genocidio, dei crimini contro l'umanità e dei crimini di guerra, così come definiti dagli articoli 6, 7 e 8 dello statuto della Corte penale internazionale, ratificato ai sensi della legge 12 luglio 1999, n. 232, o propaganda idee, distribuisce, divulga o pubblicizza materiale o informazioni, con qualsiasi mezzo, anche telematico, fondato sulla superiorità o sull'odio razziale, etnico o religioso, ovvero, con particolare riferimento alla violenza e al terrorismo se non punibili come più gravi reati, fa apologia o incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, anche mediante l'impiego diretto od interconnesso di sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica ovvero utilizzando reti di telecomunicazione disponibili". (Public Policy) GAV

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