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Gli arresti di Firenze e l'attentato a Mogadiscio: la versione della Farnesina

mogadiscio 30 ottobre 2017

ROMA (Public Policy) - "Non esiste ad oggi nessun riscontro tra i presunti legami tra l'attentato" di Mogadiscio e "l'indagine che ha portato all'arresto in Italia di alcuni somali e italiani per l'esportazione di mezzi militari, o parti di essi, dismessi ma non demilitarizzati, verso la Somalia".

Lo ha detto il sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova, rispondendo a un'interpellanza a firma Pd in aula alla Camera.

Il riferimento è all'attentato del 14 ottobre scorso a Mogadiscio quando un camion bomba carico di oltre 500 chilogrammi di materiale esplosivo è saltato in aria in una strada centrale e particolarmente trafficata della città, facendo più di trecento vittime e oltre quattrocento feriti.

Poco prima, a inizio ottobre, la stampa aveva riportato i primi risultati di un'inchiesta promossa dalla direzione distrettuale antimafia di Firenze, nata dalle segnalazioni della Agenzia delle dogane, relativa a un traffico con la Somalia di mezzi militari dismessi ma ancora idonei all'utilizzo, gestito da un'organizzazione criminale somala con base in Toscana.

"L'ipotesi di un collegamento tra le due vicende rappresenta solo una deduzione di tipo giornalistico legata alla coincidenza temporale tra gli arresti avvenuti in Italia e l'attentato a Mogadiscio", ha detto il sottosegretario.

Della Vedova ha ancora specificato che nonostante "i camion di fabbricazione italiana rientrino tra i più diffusi  e comuni nella capitale somala non ci sono elementi accertati che il veicolo fosse di produzione italiana". Inoltre, ha aggiunto che "non sono noti al momento elementi dai quali risulterebbe che il camion bomba" utilizzato per l'attentato "fosse un veicolo militare". (Public Policy) FRA

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