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La norma del 2015 che ha modificato Tempa Rossa

total tempa rossa 07 aprile 2016

di Viola Contursi

ROMA (Public Policy) - Più poteri alle Regioni per la realizzazione di "infrastrutture e insediamenti strategici del Paese", tra cui anche "le opere necessarie al trasporto, allo stoccaggio, al trasferimento degli idrocarburi in raffineria, alle opere accessorie", come il progetto Tempa Rossa di Taranto.

Questa la modifica apportata dalla legge di Stabilità 2016 all'ormai famoso emendamento Tempa Rossa, inserito invece nella Stabilità 2015, e al centro delle indagini della procura di Potenza che hanno portato alle dimissioni del ministro dello Sviluppo economico Federica Guidi.

Per quanto riguarda il trasferimento del petrolio (come nel progetto Tempa Rossa dovrebbe avvenire tra la Basilicata e la Puglia) la legge di Stabilità 2015 aveva previsto che l'autorizzazione alle attività come Tempa Rossa producesse gli effetti dell'articolo 38 del dl Sblocca Italia, ovvero desse alle opere il "carattere di interesse strategico, di pubblica utilità, urgenti e indifferibili".

Proprio questa norma però è stata modificata dalla legge di Stabilità 2016, che ha modificato per le cosiddette attività upstream (ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi), e quindi anche per le attività di trasporto di idrocarburi dalla norma Tempa Rossa, il carattere di opere strategiche e indifferibili in opere di pubblica utilità, che costituisce comunque uno dei requisiti per l'emanazione del decreto di esproprio.

Vediamo più nel dettaglio le modifiche che il governo ha apportato alle misure in materia di petrolio da un anno all'altro.

La Stabilità 2015, al comma 552, introduce la cosiddetta 'norma Tempa Rossa', prevedendo cioè che anche per il trasporto, lo stoccaggio e il trasferimento di idrocarburi si potesse procedere di fatto scavalcando le Regioni se queste non esprimono il parere sulla realizzazione dell'opera, al pari di quello che l'articolo 57 del decreto 5 del 2012 prevede per le altre "opere strategiche", come stabilimenti di stoccaggio, oleodotti, depositi di stoccaggio.

La norma è stata poi in parte ritoccata dalla Stabilità 2016, con un emendamento del governo approvato in seconda lettura alla Camera a dicembre 2015.

L'emendamento, che poi si è trasformato nel comma 241 del testo definitivo della legge pubblicato in Gazzetta ufficiale, modifica in particolare il comma 3-bis dello stesso articolo 57 del decreto 5 del 2012 5/2012 prevedendo che, per le infrastrutture energetiche strategiche (tra cui il trasporto di petrolio che interessa il progetto Tempa Rossa a Taranto), in caso di mancato raggiungimento delle intese con le Regioni non si possa applicare il potere sostitutivo di Palazzo Chigi ma si debba seguire solo quanto disposto dalla legge 241 del 1990.

Questa legge, che quindi ora ritorna in auge, prevede che, se la Regione interessata (nel caso di Tempa Rossa a Taranto, la Puglia) esprime motivato dissenso nella realizzazione dell'opera (che rimane strategica), la questione, in attuazione e nel rispetto del principio di leale collaborazione e dell'articolo 120 della Costituzione, è rimessa dalla Regione (o Comune) alla deliberazione del Consiglio dei ministri.

Il Consiglio dei ministri si dovrà pronunciare entro sessanta giorni, previa intesa con la Regione o le Regioni e le Province autonome interessate, ovvero previa intesa con la Regione e gli enti locali interessati, in caso di dissenso tra un'amministrazione statale o regionale e un ente locale o tra più enti locali, motivando un'eventuale decisione in contrasto con il motivato dissenso. Se l'intesa non è raggiunta entro trenta giorni, allora la deliberazione del Consiglio dei ministri può essere comunque adottata.

Questa quindi la modifica alla norma Tempa Rossa arrivata con la Stabilità 2016, che ha di fatto ridato potere alle Regioni nella realizzazione di queste opere strategiche, rendendo di fatto nullo uno dei cinque originari quesiti referendari sulle trivelle della consultazione prevista il 17 aprile prossimo (attualmente è rimasto in 'vita' un solo quesito). (Public Policy)

@VioC

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