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La norma sulle intercettazioni nella legge di Bilancio

intercettazioni 27 ottobre 2016

di Sonia Ricci

ROMA (Public Policy) - Spunta nella prima bozza della manovra finanziaria, di cui Public Policy ha preso visione, una norma sul dimezzamento del costo delle intercettazioni. La riduzione delle spese era già stata decisa con la legge Madia 124 del 2015, ma non era mai stata attuata essendo scaduta la delega.

Come la riforma Pa, anche la manovra prevede una delega al ministero della Giustizia, che di concerto con il Mef dovrà mettere a punto nuovo listino relativo alle intercettazioni telefoniche, ambientali e informatiche. Il decreto, dunque, non interviene sulle modalità con cui potranno essere autorizzate e realizzate, ma prescriverà di dimezzare la relativa spesa.

L'obiettivo sarà raggiunto attraverso una revisione del tariffario applicato agli operatori telefonici. Quello attualmente in vigore risale al 2001: sarà ritoccato non solo negli importi, per conseguire l'obiettivo finanziario, ma anche per aggiornare il tipo di servizi richiesti al panorama tecnologico che in quindici anni si è evoluto.

Quindi accanto ai corrispettivi per la registrazione saranno previsti importi differenziati per la posta elettronica, la messaggistica come quella di WhatsApp, le videoconferenze via Skype e così via.

Non solo, il futuro decreto interministeriale dovrà individuare "i soggetti tenuti alle prestazioni obbligatorie di intercettazione, anche tra i fornitori di servizi, le cui infrastrutture consentono l'accesso alla rete o la distribuzione dei contenuti informativi o comunicativi, e coloro che a qualunque titolo forniscono servizi di comunicazione elettronica o applicazioni, anche se utilizzabili attraverso reti di accesso o trasporto non proprie". (Public Policy)

@ricci_sonia

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