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I tagli di Sogin e l'aumento dei costi di decommissioning

nucleare 25 febbraio 2015

ROMA (Public Policy) - "Ci rendiamo conto di aver prodotto una riduzione importante, quanto inevitabile, delle attività che allo stato attuale producono un aumento dei costi complessivi del decommissioning". A dirlo è stato Giuseppe Zollino, presidente di Sogin, nel corso di una audizione davanti la commissione parlamentare d'inchiesta sui rifiuti. Sogin è la società pubblica per lo smantellamento delle centrali nucleari e la gestione dei rifiuti radioattivi.

Poco prima Zollino aveva ricordato la riprogrammazione del piano quadriennale, avvenuta due volte nel giro di otto mesi, che ha portato a 250 milioni di tagli complessivi per le attività svolte da Sogin. Per il presidente "è chiaro che se c'è un ritardo i costi di manutenzione per mantenere aperti quei siti aumentano". Sogin è finanziata con la componente A2 della bolletta.

"Se voi mi chiedete se in futuro potranno esserci ulteriori ritardi - ha proseguito Zollino - non posso escluderli nei prossimi quattro anni. Non sono preoccupato per la capacità di Sogin di intervenire e risolvere i problemi, penso che con grande tenacia si possa rispettare una pianificazione ragionevole con i tempi che ci eravamo dati", ha concluso Zollino spiegando che finora i ritardi maggiori riguardano le attività di progettazione esecutiva. (Public Policy) NAF

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