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I numeri sui detenuti stranieri rimpatriati: 149 nel 2015

carceri 11 aprile 2016

ROMA (Public Policy) - "Negli anni 2014-2015 si è registrata una sia pur contenuta crescita del numero complessivo dei detenuti trasferiti nei Paesi di origine: 133 per il 2014 e 149 per il 2015. La Romania è il Paese che ha registrato il maggiore incremento nelle consegne, passando dalle 70 unità del 2014 alle 110 nel 2015".

È quanto ha detto in commissione Giustizia alla Camera il sottosegretario Gennaro Migliore in replica a un'interrogazione di Jole Santelli (FI) sull'attuazione delle procedure di rimpatrio previste dalla Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate, in relazione alla possibilità di scontare la pena nel proprio Paese d'origine.

Migliore ha ricordato come la Convenzione di Strasburgo del 1983 "ha un ambito applicativo esteso a ben 45 Paesi, ma richiede il consenso del condannato" mentre la decisione quadro 2008/909/GAI abbia "invece, un ambito di applicazione più ristretto, i soli Paesi europei, ma non richiede il consenso".

Attualmente, "sono in vigore accordi per il trasferimento dei condannati con Cuba, Hong Kong, Perù, Thailandia, India, Kazakhstan, Repubblica Dominicana ed Egitto" e il Parlamento ha, inoltre, "autorizzato la ratifica sul trattato con il Brasile".

Ancora il sottosegretario, per l'importanza connessa all'elevato numero di cittadini di origine marocchina detenuti nelle carceri italiane, ha richiamato "il trattato con il Marocco, già sottoscritto dal ministro della Giustizia ed attualmente in attesa della sola ratifica parlamentare".

Inoltre è stata avviata dallo stesso dicastero "l'organizzazione di una serie di incontri con gli organi giudiziari competenti nazionali e dei Paesi i cui cittadini hanno il più elevato tasso di presenza negli istituti penitenziari" italiani, come l'Albania e la Romania.

Con cui "sono stati stipulati anche accordi aggiuntivi per consentire i trasferimenti, pur in assenza del consenso del condannato, ove sussistano determinati presupposti".

Con l'Albania, inoltre, è stato stretto un accordo secondo cui l'Italia "potrà chiedere l'esecuzione nel Paese delle condanne emesse dai giudici italiani nei confronti dei cittadini albanesi localizzati in Albania, ed è stata, altresì, riaperta la procedura per la destinazione di un magistrato di collegamento italiano". (Public Policy) IAC

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